sabato 17 aprile 2010

Il Dizionario dei film horror e Herk Harvey


L’indice dei registi contenuto nel mio Dizionario dei film horror (Corte del Fontego) è utile non solo per ricostruire filmografie e seguire i percorsi nel genere compiuti dai registi che l’hanno frequentato più o meno assiduamente, ma anche per piccole ricerche statistiche un po’ futili, ma divertenti (almeno per me, che mi diverto anche con poco). Quella che viene subito in mente tende a scoprire quale sia il regista in assoluto più presente: l’ho fatta e ho scoperto chi è, ma, dato che voglio andare controcorrente, non ne parlerò adesso bensì in un prossimo post.

Adesso voglio invece parlare di quei molti che sono rappresentati nel Dizionario dei film horror con un solo film. Alcuni perché hanno frequentato il genere solo in modo del tutto occasionale dedicando il grosso della loro attività a generi diversi, altri perché hanno diretto solo un film. Quel film. Tra questi ce ne sono alcuni che hanno accompagnato quell’exploit registico a carriere cinematografiche in altri ambiti (Tom Savini, per esempio), ma ce ne sono altri che nel campo del cinema professionale hanno fatto solo quello. Tra questi alcuni che avrebbero fatto magari meglio a non fare neanche quello e altri che hanno prodotto piccoli capolavori. Richard Blackburn (Lemora la metamorfosi di Satana) e John Parker (Dementia) sono solo alcuni esempi di autori notevoli danneggiati dalle circostanze.

Il caso più significativo è però forse quello di Herk Harvey che per molti versi richiama il George A. Romero de La notte dei morti viventi, ma con esiti del tutto diversi. Come Romero, Harvey proveniva da ambiti correlati a quello del cinema vero e proprio - Romero dalla pubblicità, Harvey dai film industriali - e come Romero, Harvey ha prodotto con soldi suoi e di conoscenti (un principesco budget di ben trentamila dollari!) un piccolo e cupo horror con l’idea di vedere come andava. Come Romero, Harvey non ha praticamente guadagnato un cent dal film (anzi lui, come gli altri, ha perso interamente quanto investito), per il fallimento non proprio specchiato della casa distributrice, ma diversamente da Romero per lui l’avventura nel cinema che conta è finita lì ed è tornato nei ranghi, a produrre film educativi e industriali.

Carnival of Souls (1962) - la scheda la potete leggere sul Dizionario dei film horror, se volete - è un film molto imitato e decisamente affascinante. Da vedere. Richiama e prefigura La notte dei morti viventi per atmosfere e scelte stilistiche, pur essendone completamente diverso. Girato interamente on location, ha la stessa aria da neorealismo horror, virato in questo caso più sul magico e sul surreale. Un film ipnotico e riuscito, realizzato con poco, ma con inventiva.

Intervistato da Tom Weaver in Science Fiction Stars and Horror Heroes (MacFarland, 1991), Harvey tra le altre cose ha rivelato che un’intera bobina del film è stata perduta dal laboratorio di sviluppo: una delle più suggestive, tra l’altro, con gli spettri che uscivano da Salt Lake. Nonostante tutte le sfortune legate al film, Harvey ha detto a Weaver: “A quel tempo nelle nostre vite Carnival of Souls è stato un’espressione del nostro desiderio di entrare nel mondo del cinema. È stato un periodo eccitante per tutti noi che ci abbiamo lavorato, un periodo davvero godibile. Anche se lavoravamo per lunghe ore, era un film nel quale ci stavamo esprimendo, facendo cose nuove e cercando di farlo con pochissimi soldi”.

È morto il 3 aprile 1996 - poco più di 14 anni fa, quindi - senza più dirigere un lungometraggio a soggetto. Un peccato.

La foto qui sopra è tratta dal libro di Weaver (che, come tutti i libri di Weaver, è imperdibile, una miniera di fatti e interviste con attori e autori spesso elusivi: ve ne cito solo un’altra per rendere l’idea, Acquanetta) e ritrae Harvey mentre, ironicamente, ripete l’espressione che aveva quando interpretava la spettrale figura che si vede più volte in Carnival of Souls.

4 commenti:

Samuele ha detto...

Credo che il risultato della tua ricerca sul regista più recensito sia stato attento ma molto franco, eh?

Rudy Salvagnini ha detto...

Ma allora anche tu ti sei dilungato in futili conteggi! Credevo d'essere stato il solo...

Max ha detto...

ciao Rudy, ho acquistato il tuo Dizionario un paio d'anni fa e vorrei farti i miei complimenti: è un testo veramente completo, scritto bene e con una competenza davvero invidiabile.
Vorrei chiederti se esiste (o se è in programma) un aggiornamento contenente titoli mancanti, compresi quelli usciti dopo il 2006.

grazie mille!

Rudy Salvagnini ha detto...

Ciao Max, innanzi tutto grazie per i complimenti che, inutile dirlo, fanno sempre piacere. L'aggiornamento ancora non esiste, ma è in programma anche se al momento non posso essere più preciso: comunque, non è imminente. Al momento giusto non mancherò di anticipare la notizia su questo blog.