mercoledì 17 gennaio 2024

Dreams of Flesh

 


Il dottor Lovo (Ivan Brusa) è a capo di un’azienda di ricerca sanitaria, la Neovita, e di un’omonima clinica nella quale compie innovativi esperimenti curativi, all’interno di un progetto segreto che unisce medicina e tecnologia con risultati sorprendenti. La cura sperimentale consiste nella stimolazione delle cellule cerebrali in modo che i pazienti possano affrontare il loro trauma e, possibilmente, sconfiggerlo o superarlo. I casi che vediamo esplicitati riguardano: una donna traumatizzata dal non poter avere figli dopo averne perso uno, mentre era incinta all’ottavo mese, a causa di un incidente; un uomo che per un trauma psicologico ha un deficit erettile cronico; due gemelli siamesi che devono valutare se affrontare la pericolosa operazione di separazione, vivendo una simulazione virtuale della vita da separati. Ma il dottore - che vive un momento di crisi coniugale con la moglie che gli rimprovera di pensare solo al lavoro - compie parallelamente anche su di sé un esperimento molto pericoloso, i cui effetti collaterali non tardano a manifestarsi.
Tra Cronenberg e Stuart Gordon, Davide Pesca prosegue il suo personale percorso nell’ambito di un horror filosofico-psichedelico molto ancorato alle metamorfosi della carne, alle trasformazioni indotte da una ricerca scientifica che non si pone limiti etici e cerca di andare sino in fondo al buio della coscienza. Il film è strutturato in modo sostanzialmente episodico: le tre situazioni dei pazienti più l’esperimento che il dottore compie su di sé. Con questo tipo di struttura, nonostante Pesca (anche sceneggiatore e autore degli effetti speciali di make-up) cerchi di differenziare le circostanze, non mancano ridondanze e ripetizioni, almeno a livello concettuale. Mentre i dialoghi sono frequenti - e talora un po’ banali - nella sezione che riguarda la vita coniugale del protagonista, gli episodi che raccontano le fantascientifiche cure nella clinica sono caratterizzati da una narrazione eminentemente affidata alle immagini, con il regista che dà sfogo al suo immaginario ricco di gore allucinatorio, realizzato attraverso effetti speciali piuttosto semplici, ma di una certa efficacia, realizzati con evidente passione. Finale apprezzabilmente concitato e delirante. Ivan Brusa si conferma attore duttile e affidabile, nel ruolo del mad doctor. Suggestive le musiche, firmate Oky.

lunedì 15 gennaio 2024

Dolceamaro


Dolceamaro
è il cortometraggio di esordio della giovane e promettente regista Sara Strafile. Il film si concentra su una situazione che funge da pretesto per sviluppare un dialogo, un confronto, alla ricerca di una possibile soluzione a un malessere esistenziale. Una giovane donna è stata improvvisamente abbandonata dal suo fidanzato e cerca di capirne la ragione, oppressa da uno strisciante senso di colpa. Ne parla con la barista, che poco può fare più di esprimere una bonaria solidarietà. Ne parla però soprattutto con un’altra persona, seduta a un tavolino, cercando di approfondire le cose e le ragioni della fine del rapporto, sino a una conclusione forse non del tutto inaspettata, ma sicuramente efficace e significativa.
Mantenuto saggiamente nei limiti di una concisione che non toglie nulla allo sviluppo del racconto, ma gli evita ridondanze e ripetizioni, il film scorre con buon ritmo e mostra buone qualità di regia sia nella gestione della vicenda sia nella direzione degli attori. L’ambientazione nel bar permette di mantenere la giusta intimità al confronto di idee, sino all’apertura all’esterno dove la storia acquista respiro e un’atmosfera quasi metafisica. Da segnalare le musiche di Luca Auriemma, molto appropriate e capaci di creare un’atmosfera sospesa e suggestiva. Il montaggio, sobrio ed efficiente, è di Stefano Simone, regista che chi segue questo blog ben conosce. Tra gli interpreti si possono segnalare i protagonisti Maria Riccardi e Giovanni Casalino, anche autore della sceneggiatura assieme a Roberto Lanzone.


Gotico padano


Prossimamente esce Gotico padano di Roberto Leggio e Gabriele Grotto, un viaggio nel mito de La casa delle finestre che ridono di Pupi Avati, sulle tracce del leggendario Buono Legnani, il pittore delle agonie.

Chi è interessato a sapere che cosa ne penso può andare qui, su MYmovies, e leggere la recensione che ho scritto.

mercoledì 10 gennaio 2024

The Piper


Prossimamente al cinema esce un nuovo horror, The Piper, diretto dall'islandese Erlingur Thoroddsen. Il film fonde orrore e musica prendendo spunto dalla fiaba del pifferaio di Hmelin. 

Chi è interessato può leggere su MyMovies la mia recensione.

martedì 9 gennaio 2024

Pippo e l'incomprensibile insonnia

 


Nel n. 3555 di Topolino in edicola da domani c'è una mia nuova microstoria di 6 paginette, Pippo e l'incomprensibile insonnia. Protagonista è l'impagabile trio composto da Pippo, Topolino e Orazio. Al centro di tutto naturalmente c'è Pippo con il suo comportamento asssolutamente singolare che si riverbera in modo inesorabile sugli altri due. Spero che la storia possa risultare divertente e non annoiare (magari la durata ridotta può aiutare a questo riguardo). Ai disegni il sempre bravo Ottavio Panaro, mentre i colori, ottimamente calibrati sono di Ilaria Castagna.