domenica 14 ottobre 2018

Halloween

In occasione del quarantennale del filma (accidenti come passa il tempo: mi ricordo quando l'ho visto al cinema...), torna nelle sale, per pochi giorni, Halloween, quello originale. Il capolavoro (o meglio, uno dei capolavori) di John Carpenter è sicuramente un film che vale ancora oggi la pena di essere visto. In quel film tutto funzionava, dalla storia al cast, e quello che forse oggi può sembrarci scontato - dopo tutte le volte che è stato imitato - allora era fresco e innovativo.

Chi è interessato, può andare sul sito di MYmovies e leggere la nuova recensione che ho appositamente scritto, rivedendo il film per l'occasione.

martedì 9 ottobre 2018

Terror Take Away

Terror Take Away è un nuovo horror italiano diretto da Alberto Bogo e interpretato, tra gli altri, da Fiorenza Pieri e Roberto Serpi. il film, una sorta di slasher con toni parodici e più di qualche accenno di satira sociale, introduce la singolare figura di un serial killer portapizza.

Chi vuole, può leggere qui la recensione che ho scritto per MYmovies e magari restare sul sito a leggere anche qualcos'altro (ne vale la pena).

Qui sora un'immagine di Fiorenza Pieri.

giovedì 4 ottobre 2018

The Domestics

The Domestics di Mike P. Nelson è uscito in sala: viene classificato da alcuni come un horror, ma in realtà è più un film d'azione post apocalittico, con certamente venature cupe e fosche, ma non necessariamente orrorifiche. Sono ancora indeciso se inserirlo nella terza edizione del mio Dizionario dei film horror. Ci penserò su. Nel frattempo, chi è interessato può leggersi la recensione che ho scritto per MYmovies, cliccando qui.

Qui sopra un'immagine della protagonista Kate Bosworth che ricordo come una affascinante Lois Lane in uno dei Superman meno fortunati della storia del cinema. diversi anni dopo, lei resta un'attrice affascinante e brava (e lo era anche in Somnia, per la verità).

martedì 2 ottobre 2018

Zombie contro zombie

Uscirà nelle sale in soli tre giorni di novembre (7, 8 e 9) e si segnala già come un un film da non perdere per gli appassionati dell'horror e più in generale per tutti i cultori di un cinema intelligente, vivace e ben fatto. Il film si intitola Zombie contro zombie, ma è noto anche il titolo internazionale One Cut of the Dead. Si tratta di un film giapponese diretto da Shinichiro Ueda. Come dice il titolo, ci sono gli zombie, ma c'è anche molto altro. C'è soprattutto amore per il cinema e grande rispetto per chi lo fa in condizioni difficili e avverse, come tutti i cineasti del cinema di genere. E, in senso più generale, è un'apologia di tutti coloro che cercano di fare del loro meglio sotto ogni condizione.

Chi vuole leggere la recnesione che ho scritto per MYmovies deve solo cliccare qui.

lunedì 1 ottobre 2018

La notte dei morti viventi, 50 anni fa…

50 anni fa esatti usciva per la prima volta al cinema La notte dei morti viventi e il cinema horror cambiava per sempre. Ho sempre detto che esiste, per me, l’horror prima e dopo La notte dei morti viventi, che rappresenta il vero discrimine, il film che ha rivoluzionato il genere stabilendo regole e parametri nuovi, diretto da un regista giovane al suo primo lungometraggio, George A. Romero, che da quel film avrebbe tratto fama, ma non soldi, vittima di una serie di sfortune inenarrabili. Ci avrebbe messo dieci anni per ottenere di nuovo un successo commerciale (con Zombi).

Ma de La notte dei morti viventi ho scritto molte volte e non ne rifaccio anche qui un’analisi. Tra l’altro proprio in questi giorni, casualmente, sto leggendo il libro che Dario Buzzolan ha dedicato al film nel 1998 (edito da Lindau), nel trentennale quindi, compiendo un’analisi dettagliata e molto interessante con appena qualche veniale errore fattuale dovuto probabilmente alla carenza di informazioni all’epoca (su There’s Always Vanilla, per esempio).

Ho visto per la prima volta La notte dei morti viventi nell’estate del 1971. Avevo sedici anni e il film era vietato ai 18, ma ero già alto come adesso (parecchio, quindi) ed evidentemente sembravo più vecchio oppure la cassiera del cinema era di manica larga (il cinema era il cinema Roma e chi ha vissuto nella mia città in quegli anni può ricordarsi di che genere di cinema si trattava). Ero con mio fratello Gianni, che di anni ne aveva due di più e quindi era del tutto legittimato a entrare. Quando uscimmo dal cinema facemmo la strada verso casa senza dire una parola. Eravamo rimasti molto colpiti, per dirla con un eufemismo. Poche volte mi è capitato d’essere così colpito da un film (un’altra volta è stato con Non aprite quella porta, nel 1974, ma in modo diverso). Tre anni dopo andai a passare una settimana con degli amici al mare e, dato che avevo fama (non usurpata, devo dire) di cinefilo, ebbi il compito di scegliere il film da vedere tutti insieme (eravamo una quindicina, ragazzi e ragazze). L’anno prima, in analoga situazione, avevo scelto L’ultima casa a sinistra e diversi rimasero un tantino scossi. Quell’anno caso volle che facessero La notte dei morti viventi in un paesino da quelle parti e quindi non ebbi dubbi. All’inizio tutti facevano gli spavaldi aspettandosi il classico horror da ridicolizzare facendosi grasse risate, ma poco dopo nessuno rise più e alla fine i volti erano piuttosto sul terreo. Oggi è difficile - dopo la marea di film sugli zombie e non solo - immaginare l’impatto de La notte dei morti viventi sul pubblico cinematografico. Roger Ebert ha scritto, all’epoca dell’uscita del film in America, un articolo proprio su questo fatto, su come i ragazzini abituati agli horror innocui del periodo fossero rimasti scioccati nel vedere un horror adulto come quello di Romero.

Avevo anche comperato il manifesto - quello che vedete riprodotto qui sopra - appendendolo in camera dove è rimasto per anni. Ce l’ho ancora assieme a molti altri manifesti di cui all’epoca facevo collezione (non è più appeso, però).

Da allora, La notte dei morti viventi è il film che ho visto più volte. Lo rivedo ogni certo numero di anni e ogni volta mi sorprendo a vedere come non abbia perso nulla della sua forza e della sua complessità narrativa. Romero è un regista sul quale prima o poi dovrò scrivere un libro, ma, pur apprezzando molti dei suoi film successivi, devo dire che il suo primo resta il suo migliore.

sabato 22 settembre 2018

La Banda sul Messaggero dei Ragazzi n. 1029!

Nel n. 1029 (ottobre 2018) del Messaggero dei Ragazzi c’è una nuova avventura della Banda, la serie a fumetti che scrivo da ormai qualche anno, sempre con grande piacere. Il titolo della nuova storia è La suora del mistero e come sempre non mente: c’è una suora (anzi ce ne sono due) e c’è anche un mistero. Inoltre, le due cose sono collegate. Ai disegni torna il grande Luca Salvagno che si sbizzarrisce assecondando con grande abilità il tono leggero e umoristico della vicenda, che affronta in modo spero simpatico una problematica piuttosto generale e significativa, che ha a che fare con l’informatica e l’inadeguatezza che talvolta porta al rifiuto.

Storia corale, vede un po’ tutti i ragazzi della Banda operare in sintonia, ciascuno con la sua personalità e il suo ruolo. Non è facile - come ogni sceneggiatore ben sa - giostrare in poche pagine così tanti personaggi diversi cercando di dare a ognuno la giusta rilevanza e soprattutto il giusto scopo. L’aspirazione è sempre quella di riuscire in questo intento.

Qui sopra la vignettona di apertura della storia, nella quale si può notare la finezza cinofila con cui Luca utilizza dei veri manifesti cinematografici d’epoca per richiamare quel buon vecchio cinema di genere che era la spina dorsale delle programmazioni cinematografiche dei tempi che furono (e che io mi ricordo benissimo). Il rifugio segreto della Banda, infatti, è in una sorta di stanzone-magazzino nel quale sono stivati residuati vari del cinema parrocchiale ormai dismesso, compreso il vecchio proiettore in 16 mm che, ne sono sicuro, prima o poi diventerà il protagonista di una storia e che comunque resta sempre lì al suo posto, muto testimone a ricordo di un’epoca che non c’è più, ma che ha lasciato il segno anche in chi non l'ha vissuta.

giovedì 20 settembre 2018

The Nun - La vocazione del male

Oggi è uscito un nuovo film horror appartenente all'universo generato da The Conjuring. Il titolo del nuovo film è The Nun - La vocazione del male e negli Stati Uniti sta avendo un  successo di pubblico notevole.

La protagonista è Taissa Farmiga (ve la ricordate in The Final Girls? Io sì), sorella di Vera Farmiga, star della serie principale nel ruolo di una cacciatrice di spettri. Taissa, invece, interpreta una novizia che si trova a fronteggiare una suora di ben altro tipo.

Chi è interessato a sapere che cosa penso di questo film, non deve far altro che cliccare qui ed essere proiettato sul sito di MYmovies.

Qui sopra Taissa Farmiga in una scena del film.

mercoledì 5 settembre 2018

Slender Man

Domani esce nelle sale un nuovo film horror: il titolo, Slender Man, in questo periodo cinematografico di cinecomix potrebbe far pensare a qualche strano super eroe, ma è in realtà proprio un horror a tutto tondo. Lo dirige Sylvain White. che gli appassionati di horror onnivori e dalla memoria lunga forse ricorderanno alla guida di Leggenda mortale, film appartenente a una saga andata così nel dimenticatoio che nemmeno nella titolazione dei sequel veniva citata.

Tra le protagoniste c'è Joey King (Wish Upon) appaiata a un'altra attrice bravina, Julia Goldani Telles: le vedete entrambe in una suggestiva foto dal film, qui sopra.

Se invece volete leggere la recensione che ho scritto per MYmovies dovete solo cliccare qui, come al solito.

martedì 24 luglio 2018

La settima musa

Tra poco meno di un mese esce nei nostri cinema il nuovo film di Jaume Balaguerò, regista tra gli artefici del rilancio dell'horror ispanico nell'ultimo paio di decenni. Il film si intitola La settimamusa ed è, naturalmente, un horror cupo e ricco di atmosfere macabre, come si conviene alle preferenze e predilezioni del regista.

Chi è interessato può leggere la recensione che ho scritto per MYmovies cliccando proprio qui. Di particolare interesse il cast soprattutto nei ruoli secondari, ma per maggiori dettagli leggete la recensione, com'è ovvio.


mercoledì 4 luglio 2018

Flani (20) I diavoli n. 2

Stimolato da un post su facebook di Tim Lucas (critico insigne ed editore per tanti anni della mirabile rivista Video Watchdog, cui sono stato abbonato finché è durata), riprendo a rispolvere quegli strani artefatti pubblicitari che si usavano una volta. Il film riesumato per l'occasione è I diavoli n. 2 che naturalmente non ha nulla a che fare con il film di Ken Russell, ma è stato intitolato così dalla distribuzione italiana per capitalizzare sul successo di Oliver Reed ne I diavoli. In originale il film si intitolava Blue Blood ed è una sorta di versione horror morbosa de Il servo di Losey e, per questo, l'ho inserito nel mio Dizionario dei film horror. Regista è Andrew Sinclair, di cui è il penultimo film di quattro: non una lunga carriera, come regista.

Il flano punta sull'aspetto morboso e sulla presenza di Oliver Reed (e del suo "agghiacciante sguardo"). 

Lucas, giustamente, si stupiva della disinvoltura dei distributori italiani che avevano fatto passare un film che non c'entrava niente con I diavoli come un suo seguito. La cosa è disdicevole, in effetti, non meno di come lo siano stati tutti i vari seguiti apocrifi (di film stranieri, prevalentemente) prodotti o distribuiti in Italia in quegli anni. Ma gli americani restano maestri di disinvoltura in questo campo e basterebbe a ricordarlo il fatto che l'ultimo film di Mario Bava (Schock) venne initolato, negli USA, Beyond the Door II per farlo credere il seguito di Beyond the Door, titolo americano per Chi sei?, altro noto horror italiano. Tutto il mondo è paese.

giovedì 28 giugno 2018

La Banda nel Messaggero dei Ragazzi n. 1026!


Nel numero 1026 del Messaggero dei Ragazzi (è il numero di luglio, già in distribuzione) c'è una nuova avventura della Banda, intitolata Il mistero del castello e in effetti, vi posso garantire, ci sono entrambi: mistero e castello. 

Ai disegni questa volta torna il bravo Francesco Frosi, sperimentato e ispirato componente dell'ottimo gruppo di disegnatori che si dedica a illustrare le storie che scrivo per questa serie giunta ormai al suo terzo anno di vita (e speriamo che prosegua almeno sino a diventare maggiorenne). Ai colori c'è Stefania Miola, che se la cava egregiamente.

Questa volta si tratta di un'avventura a tutto tondo con sfumature gialle e, mi auguro, soprattutto un po' di divertimento. I ragazzi della Banda sono costretti dalle circostanze a dividersi e successivamente si dividono ulteriormente in seguito a uno scontro tra individualità confliggenti, come capita spesso. Ma quando le cose si fanno serie, i contrasti si superano per cercare il bene comune.

 Qui sopra una mezza paginata che dovrebbe rendere l'idea del tono della storia e soprattutto della bravura di Francesco.

domenica 3 giugno 2018

The Key - Il viaggio di Michele Pastrello





The Key - Il viaggio è il nuovo cortometraggio di Michele Pastrello: pochi minuti di rara intensità a raccontare senza parole una storia complessa e commovente che mette di nuovo a confronto la natura umana con la Natura, il finito con l'infinito. Lo sviluppo narrativo è incalzante e coinvolgente: è impossibile non essere colpiti dal dramma che traspare dal viaggio di una donna nel proprio dolore. Un dolore che sembra insuperabile e inconsolabile proprio perché legato a una perdita terribile. Sembra, perché Pastrello conclude la storia su una nota di consapevolezza che ci ricorda come nulla di ciò che sembra perso lo è davvero, in un certo modo. Un finale che non sa di consolazione, ma appunto di presa di coscienza.

La capacità di raccontare per immagini di Pastrello è ormai arrivata a una perfezione di forma davvero impressionante. A questo si aggiunge una capacità tecnica matura e notevole, con la nitidezza e la suggestività della fotografia e la persuasività dell’accompagnamento musicale. Protagonista assoluta è la brava e intensa Eleonora Bolla che ha accompagnato il regista in parecchi dei suoi lavori.

A questo punto, l’auspicio è quello di vedere finalmente un lungometraggio di Pastrello: sarebbe di certo qualcosa di positivo e direi quasi imprescindibile per il cinema italiano.

Il film è visibile su Youtube a questo link e vi consiglio di non perdere l’occasione.