mercoledì 30 settembre 2020

Il legame

 


Dal 2 ottobre sarà disponibile su Netflix un nuovo horror italiano, Il legame, che segna l'esordio nel lungometraggio per il regista Domenico de Feudis. Tra gli interpreti Riccardo Scamarcio, Mia Maestro e Mariella Lo Sardo.

Chi è interessato a sapere che cosa ne penso può andare qui, sul sito di MYmovies, e leggere la recensione che ho scritto.

martedì 29 settembre 2020

Segnocinema 225: tutti i film dell'anno

 

Il numero attualmente in distribuzione di Segnocinema, vale a dire il n. 225 (settembre-ottobre 2020), è il consueto e del tutto imperdibile numero che, come sempre di questi tempi, fa il resoconto della stagione cinematografica appena trascorsa recensendo tutti i film distribuiti. Ogni recensione è accompagnata da una foto e c'è anche il consueto panel di critici che esprimono la loro cinquina di film preferiti, da cui poi si estrapola la classifica dei film preferiti dell’anno. A questa consultazione ho partecipato anch’io indicando i miei cinque film preferiti.

Insomma, molto da leggere al fine anche di ricordare quanto si è visto e di appuntarsi quanto si è perso, con il proposito magari di recuperarlo: una guida, va da sé, insostituibile.

Ho contribuito anch'io con 10 recensioni relative a questi film: Doctor Sleep, Scary Stories to Tell in the Dark, Annabelle 3, Almost Dead, La bambola assassina, Eat Local, The Grudge, Isabelle, Zombieland - Doppio colpo, Ma).

venerdì 18 settembre 2020

Jack in the Box

 

Ieri è uscito nelle sale italiane un nuovo horror di nazionalità britannica. Si intitola Jack in the Box ed è diretto da Lawrence Fowler. Come si può intuire ne è protagonista uno di quei pupazzi che escono di scatto da una scatola quando la si apre. Essendo un horror si può altrettanto facilmente intuire che quella scatola non sarebbe da aprire, ma se il protagonista non la aprisse non ci sarebbe neanche il film per cui va da sé che la scatola viene aperta con tutto ciò che ne consegue.

Chi vuole, può leggere qui la recensione che ho scritto per MYmovies.

martedì 15 settembre 2020

FRONTIERS - Il cinema horror franco-belga degli anni zero


È da poco uscito un nuovo volume di saggistica cinematografica, FRONTIERS - Il cinema horror franco-belga degli anni zero (Shatter Edizioni, 198 pagine, € 14). Curato da Fabio Zanello, il libro contiene una serie di saggi che copre il variegato panorama dell’horror franco-belga di questi anni.

L’argomento è interessante e stimolante. Ed è anche un po’ misterioso come sia avvenuta l’improvvisa fioritura dell’horror in latitudini che prima l’avevano in sostanza ignorato. Infatti, a ben guardare c’è molto poco horror nel cinema franco-belga prima dell’attuale esplosione. Si possono ricordare pochi nomi e pochi titoli: Jean Rollin, naturalmente e soprattutto, Franju, Lemoine, Mulot, Chevalier e alcuni di questi solo con uno o due titoli a testa. Harry Kümel, se vogliamo. E prima di loro praticamente nulla se non si vuole risalire al Maurice Tourneur de La mano del diavolo. Poi, improvvisamente, il diluvio: i francesi hanno cominciato a fare horror e li hanno fatti e continuano a farli bene, in modo personale e molto interessante. Qualcosa del genere era per la verità successo anche in Italia dove, prima di Freda e Bava, l’horror non esisteva e poi invece si è sviluppato un movimento significativo e per molti versi originale.

Il volume contiene saggi di Fabio Zanello (che è anche il curatore), Aurora Auteri, Danilo Arona, Gian Luca Castoldi, Francesco Saverio Marzaduri, Davide Ottini, Michele Raga ed Elisa Torsiello: tra gli autori trattati, Xavier Gens, Bustillo & Maury, Aja, Du Welz, Cattet e Forzani, Noè e via via tutti gli altri, come diceva Alessandro De Zan. Non manca nulla di quanto è horror franco-belga ed è significativo: i nomi di chi ha scritto i saggi, inoltre, sono una garanzia di autorevolezza critica.

Tra i saggi, ce n’è anche uno scritto da me. Io mi sono occupato di Pascal Laugier e va da sé che ritengo che sia uno degli autori più interessanti del gruppo. Scriverne in modo compiuto e articolato mi è stato utile perché mi ha costretto a rivedere, in sequenza, i suoi film riuscendo a coglierne le continuità stilistiche e le notevoli peculiarità. Non ha fatto molti film, ma, con l’eccezione forse del primo che rivelava qualche incertezza, non ne ha sbagliato nessuno, arrivando anche, in particolare con Martyrs, a vette di originalità notevoli. Vi consiglio quindi di leggere quanto ho scritto su di lui, ma soprattutto di vedere i suoi film. E ancor più soprattutto - se si può dire - vi consiglio di leggere questo libro che analizza uno dei movimenti più significativi nell’ambito dell’horror di questi anni e può essere foriero di visioni indimenticabili.