sabato 29 gennaio 2022

Paperino 500


Il mensile dedicato al papero più famoso del mondo arriva al prestigioso traguardo del numero 500 e lo festeggia con un albo speciale. Oltre a diverse avventure di Paperino, compresa una storia inedita, ci sono gli omaggi e gli auguri di una serie di autori disneyani, tra i quali anch'io. Un numero quindi da non perdere: non perché ci sono i miei auguri a Paperino, va da sé, ma perché è un numero speciale, da collezionare.

Segnocinema 233


 

Il nuovo numero di Segnocinema (n. 233, gennaio-febbraio 2022), attualmente in distribuzione, contiene, tra le molte altre cose interessanti, la seconda parte dello speciale Il cinema e la strada a cura di Paolo Cherchi Usai. All'interno di questo speciale c'è anche il mio modesto micro-contributo che non può essere in sé motivo per comperare la rivista, ma che nel caso l'abbiate comunque fatto o intendiate farlo - perché di motivi per acquistarla ce ne sono assai e tutti validissimi - potrete leggere assieme agli altri contributi ancor più interessanti.

martedì 25 gennaio 2022

Robert Englund - Metamorfosi di una maschera

 


Il cinema horror per molti decenni è stato soprattutto un cinema di attori. C’erano i divi dell’horror, attori che si dedicavano prevalentemente a quel genere e lo caratterizzavano con la loro presenza. Aiutati dal trucco o anche no, erano dei veri e propri emblemi dell’horror, delle icone. A partire da Lon Chaney sr, passando per Boris Karloff, Lon Chaney jr e Bela Lugosi per arrivare a Vincent Price, Peter Cushing e Christopher Lee. E c’erano anche i divi di secondo piano, ma comunque significativi e ben presenti nell’immaginario collettivo come John Carradine, George Zucco o Lionel Atwill. E sicuramente me ne dimentico qualcuno. Poi le cose sono cambiate. Il cinema horror è diventato meno attoriale e più interessato agli effetti speciali. Non che gli attori non servissero più, ma erano (e sono) diventati meno specializzati, meno centrali, più intercambiabili.

Per questo la figura di Robert Englund, peraltro attore molto versatile come la sua carriera, soprattutto all’inizio, dimostra, è importante. Perché è probabilmente l’unico attore degli ultimi decenni che può in qualche misura avvicinarsi ai grandi nomi che ho citato sopra, quantomeno per il grado di attaccamento all’horror e per il fatto di caratterizzare, con la sua sola presenza, ogni film cui partecipa. Ce ne sono altri, come per esempio Jeffrey Combs, ma non assurgono alla stessa importanza specifica.

Robert Englund - Metamorfosi di una maschera (Shatter Edizioni, 218 pp., € 16), a cura di Fabio Cassano, è un libro dedicato interamente a Robert Englund e alla sua attività di attore e, sporadicamente, regista. La sua carriera è “coperta” integralmente attraverso una serie di saggi di vari autori. Ne ho scritto uno anch’io occupandomi di tre delle collaborazioni di Englund con Tobe Hooper (Le notti proibite del marchese De Sade, La danza dei morti e l’episodio pilota della serie Tv Freddy’s Nightmares). Gli altri saggi sono stati scritti da Fabio Cassano, Roberto Lasagna, Edoardo Trevisani, Michele Raga, Giuseppe Cozzolino, Elisa Torsiello, Massimiliano Spanu, Vincenzo Papeo, Fabio Zanello, Francesco Saverio Marzaduri, Chiara Pani e Danilo Arona (e spero di non aver dimenticato nessuno). La prefazione è di Stephen David Brooks, che con Englund ha collaborato.

Naturalmente, non mi sembra il caso di recensire un libro a cui ho collaborato, ma una cosa che posso comunque senz’altro dire è che se siete interessati a Robert Englund in questo libro potrete trovare pane per i vostri denti (o artigli).