domenica 26 aprile 2026

Michelangelo Antonioni Professione regista 1957-1975

Michelangelo Antonioni è stato di certo uno dei più importanti registi del cinema italiano (e internazionale) e la sua opera ha sempre e giustamente goduto di una notevole attenzione critica. Non a caso, il primo volume di quella che sarebbe diventata una longeva e autorevole collana dedicata allo studio dell’opera dei cineasti ritenuti più significativi, il Castoro Cinema, era dedicato proprio a lui, scritto dall’insigne Giorgio Tinazzi.
Michelangelo Antonioni Professione regista 1957-1975 di Giorgio Penzo (Falsopiano, 160 pagine, € 20) è un nuovo studio che si occupa dell’ampia fase centrale dell’opera di Antonioni, quella che inizia con Il grido e finisce con Professione: reporter, un periodo nel quale Antonioni sembrava capace solo di realizzare capolavori o film comunque significativi. Con una scrittura piana, ma non banale e ricca di partecipazione e anche di notazioni personali, Penzo affronta con metodo un film dopo l’altro evidenziandone le tematiche nel loro svilupparsi e concatenarsi, con particolare attenzione ai luoghi dove i film sono ambientati, che testimoniano un progressivo aprirsi e internazionalizzarsi del percorso creativo di Antonioni, che dalle ambientazioni italiane arriva alla Gran Bretagna di Blow-Up e agli Stati Uniti di Zabriskie Point, senza trascurare l’enigmatica Cina del controverso documentario Chung Kuo-Cina, che suscitò all'epoca più di qualche polemica. Affrontare uno dopo l’altro film i film di Antonioni è anche tutto sommato sorprendente e affascinante anche per il lettore per come si presentano diversi e uguali e tutti incisivi e significativi, parte di una poetica unica a testimonianza di uno sguardo d’autore irripetibile e ricco di personalità.

 

giovedì 23 aprile 2026

I miei sogni in pellicola

 


Antonio Bido è un regista dal percorso autoriale assai particolare, caratterizzato da quella che vista dall’esterno sembra una varietà di temi e una discontinuità di carriera a tratti sconcertante. I miei sogni in pellicola, il film autobiografico che Bido ha realizzato - una sorta di documentario su se stesso, ma in realtà molto di più - ha tra le altre cose il merito di ricondurre tutto a una visione unitaria e coerente che rende ogni cosa più chiara, anche le contraddizioni e talvolta i rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e non è stato, ma è stato qualcos’altro comunque interessante. È soprattutto la storia di una passione indomita, quella per il cinema. Ed è raccontata in modo appassionato e appassionante, rendendo la visione sempre avvincente e stimolante: il racconto di una vita dedicata all’espressione artistica e alla riflessione sulla vita e sul mondo. Il racconto di una vita dedicata ai film che si fa essa stessa film in modo fluido e naturale. Ci sono molte testimonianze di critici e di autori importanti per il cinema di genere (e non), da Pupi Avati a Sergio Martino e al compianto Ruggero Deodato, ma quella che più colpisce è proprio la presenza costante di Antonio Bido che si racconta, con soffusa autoironia e coinvolgente partecipazione emotiva, dai suoi inizi a Padova all’incontro/scontro con la realtà cinematografica romana, con i primi successi nell’ambito del thriller (gli ormai leggendari Il gatto dagli occhi di giada e Solamente nero) e il desiderio impellente di fare cinema d’autore. Il racconto di quello che succede dopo è un continuo susseguirsi di svolte curiose e spesso inaspettate, fatte di cinema inconsueto ma appagante, come i film realizzati per l’Aviazione e la Marina, e di altri lungometraggi cinematografici molto diversi tra loro e sempre rispecchianti un’autorialità inquieta e intensa. La conclusione è sull’ultimo film, Funérailles, che ha segnato il ritorno al cinema di Bido dopo tanti anni e che ha dimostrato ancora una volta che la classe non è acqua. I miei sogni in pellicola è disponibile su Prime Video e vi consiglio assolutamente di vederlo.
 

domenica 19 aprile 2026

Il Dizionario dei film horror su Cinemonitor!

 


Torno a parlare del mio Dizionario dei film horror (quarta edizione), edito da Bloodbuster, per segnalare con molto piacere questa intervista che mi ha gentilmente fatto l'ottimo Marco Chiani (che sentitamente ringrazio) su Cinemonitor e che potete leggere cliccando qui.

venerdì 10 aprile 2026

Finché morte non ci separi 2


Ieri è uscito al cinema Finché morte non ci separi 2, il nuovo film del duo composto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyker Gillett.

Chi vuole leggere cosa ne penso può andare su MYmovies e vedere la mia recensione cliccando qui.