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sabato 17 settembre 2022

Men At Work in Bravi vol. 2


Segnalo che è da poco uscito Bravi vol. 2 - Brevi Racconti a vignette (Festina Lente Edizioni, 264 pagine, € 16), un corposo volume che raccoglie le strisce di un nutrito numero di fumettisti, tra i quali ci siamo anche io e il valoroso Stefano Intini. Nel volume potrete infatti trovare le prime 26 strisce di Men At Work, una striscia che Stefano e io (non uso la d eufonica sia perché sarebbe scorretto sia per non sopravvalutarmi) creammo qualche anno fa per il supplemento umoristico de L’Unione Sarda stimolati in questo dal prode Silvio Camboni, compagno di tante avventure disneyane. Non cito altri autori perché sono davvero tanti e non vorrei fare torto a qualcuno: basti dire che l’umorismo non manca in molte incarnazioni diverse. Un autore lo cito, però, uno che mi sta molto a cuore, Pinù Intini, vale a dire colui che mi fece esordire come sceneggiatore di fumetti molti, molti anni fa. Qui è contenuta una selezione delle sue strisce dedicate a Fra’ Canario, un ottimo esempio del suo arguto umorismo e del suo segno nitido ed espressivo.
Se il volume vi interessa, lo potete trovare facilmente presso l’editore e le consuete librerie online, oltre, credo, alle librerie, come si dice adesso, fisiche.

mercoledì 9 giugno 2021

Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie di Pinù Intini


Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie
(Festina Lente, 224 pagine, € 16) è un volume importante. Innanzitutto perché raccoglie una parte significativa della sterminata produzione fumettistica di Pinù Intini, un artista dalle poliedriche qualità. Chi vuole avere una minima idea della sua rilevanza può leggere quanto ho scritto su questo blog in occasione della sua prematura scomparsa. Questo volume è quindi una valida testimonianza della qualità dei suoi fumetti ed è molto significativo anche perché ci mostra come le sue storie, nelle quali prevaleva una satira apparentemente bonaria e in realtà molto puntuta ed efficace, siano ancora molto attuali anche se - quelle contenute nel volume - risalgano a diverse decadi fa.

Come ci rivela il titolo, il volume racchiude soprattutto le storie che Pinù ha dedicato al personaggio di Bertoldo, che appartiene alla tradizione letteraria italiana e che Pinù ha saputo adattare e reinventare mirabilmente in modo da renderlo attuale ai nostri tempi pur continuando ad ambientarlo in un Medio Evo ricostruito in modo figurativamente impeccabile e suggestivo. Attraverso Bertoldo, Pinù affronta tematiche sociali e politiche mostrando invariabilmente le manchevolezze della natura umana e le scorciatoie morali che spesso taluni prendono per il loro tornaconto. Il tutto sempre con un umorismo che rende gradevole e piacevole la lettura, aiutata anche dalla bellezza e dalla simpatia dei disegni. Oltre a Bertoldo ci sono inoltre altre storie di altri personaggi provenienti dall’inesauribile fantasia di Pinù, come Ottavio da Castellana, accompagnato dall’esilarante dottor Usucapione, o Riccio Flint.

Curato con competenza e dedizione dal figlio Stefano Intini, grande autore di fumetti a sua volta, il volume - di grande formato e notevole cura editoriale - contiene anche una completa e indispensabile cronologia dell’opera fumettistica di Pinù, una bella intervista a Pinù da parte di Antonio Corain, uno scritto di Pinù stesso e una prefazione di Stefano Intini, oltre a una postfazione che ho avuto il piacere e l’onore di scrivere io stesso.

Inutile dire che consiglio assolutamente di leggere il libro: chi lo farà non resterà deluso.

giovedì 29 ottobre 2020

Topolino Writers Edition


È attualmente in edicola un numero della serie Topolino Writers Edition che per me è molto particolare perché è dedicato alle storie che ho scritto io. Ho partecipato alla scelta delle storie da pubblicare in questa antologia e non è stato un compito facile. Ho scritto varie centinaia di storie. Tante, ma molte meno di quante avrei voluto. Comunque, scegliere tra centinaia di storie è un problema anche perché, come potete immaginare, le mie storie a me sembrano tutte più o meno belle perché, in linea di massima, di ciascuna ricordo la difficoltà e la soddisfazione della creazione. O almeno mi piace pensare che sia così perché in effetti alcune delle storie che ho scritto me le sono totalmente dimenticate al punto che quando mi capita di rileggerle mi sorprendo a pensare che lo ho scritte io. E sì, mi sembrano belle anche quelle che ho dimenticato.

In ogni caso, una scelta doveva essere fatta e una scelta è stata fatta. Come tutte le scelte è opinabile e come tutte le scelte è stata anche figlia delle circostanze. Per esempio, qualcuno potrebbe stupirsi per l’assenza di almeno un Mercoledì di Pippo. In fondo, è la serie per cui sono maggiormente ricordato, se sono ricordato. Ma l’assenza dei Mercoledì di Pippo - avevo pensato a un titolo da inserire e avevo scelto Ali in fiamme - è causata dal fatto che l’intera serie è oggetto di questi tempi di una riproposizione organica in volumi interamente a essa dedicati perciò metterne uno anche qui sarebbe stata una duplicazione che di certo qualcuno avrebbe potuto stigmatizzare. Altre storie che potevano essere selezionate sono state scartate giustamente perché ristampate da poco o in procinto d’essere ristampate. Mi sembra una cosa ragionevole: anche se questo è un volume particolare dedicato a un autore è opportuno evitare sovrapposizioni con altre pubblicazioni e dare ai lettori qualcosa il più possibile appetibile e non ridondante. Inoltre, come ho detto sopra, non è che manchino le storie belle tra quelle che ho scritto io, anzi (di questi tempi dovrei forse inserire un emoticon per segnalare che sono ironico, ma mi auguro che la cosa si colga lo stesso). Perciò, la selezione finale mi sembra ottimale e comunque sono praticamente tutte storie che ho indicato io.

Il volume si apre con una straordinaria prefazione (corredata da una grandiosa caricatura) scritta per l’occasione da Stefano Intini, compagno di mille avventure e fantastico disegnatore. Stavolta dimostra anche di saper scrivere e soprattutto di saper scrivere bene di me, cosa che me lo rende ancora più caro. Io e Stefano abbiamo creato molte storie disneyane che sono tra le mie preferite (un paio sono comprese anche in questo volume), ma abbiamo collaborato anche per altri fumetti spesso (non abbastanza spesso, per quanto mi riguarda) e volentieri: il suo tratto personalissimo mi è sempre piaciuto molto e l’ho sempre trovato adattissimo alle mie sceneggiature. Inoltre, per anni abbiamo giocato a tennis e a calcio balilla insieme finché non ho più retto allo stress fisico (si fa per dire) e lui invece è rimasto perfettamente atletico come un Dorian Gray in stile Schwarzenegger. A conclusione c’è una mia postfazione in cui svolgo alcune considerazioni in generale e sulle storie contenute nel volume. E c’è anche una mia foto recente che è stata scattata nientemeno che da Marco Gervasio a casa di ancor più nientemeno che di Giorgio Cavazzano. Infine, in quarta di copertina ci sono delle belle parole di Davide Catenacci, che ringrazio, come ringrazio Stefano.

Non ripeto le cose che ho scritto nella postfazione che vi invito a leggere nel volume, ma posso spendere qualche altra parola per le storie pubblicate.

Zio Paperone e l’inutile statuetta è un esempio del tipo di storie che mi è sempre piaciuto scrivere e cioè storie che avessero qualche elemento di stranezza e di particolarità pur mantenendosi facilmente leggibili e divertenti. In questo caso, l’idea - non nuova, forse, ma pur sempre interessante - era quella di coinvolgere un po’ tutti (o comunque parecchi) i personaggi del mondo dei paperi mantenendo come filo conduttore un oggetto che passa dall’uno all’altro in modo scorrevole e naturale per arrivare poi a una quadratura narrativa del cerchio. La gradevolezza della storia è naturalmente molto aiutata dai superlativi disegni di Giorgio Cavazzano, maestro supremo dell’accattivante leggibilità.

Topolino e i sogni ricorrenti invece dovrebbe rappresentare un’altra faccia di quella che spero essere la mia versatilità. Ho sempre desiderato non fossilizzarmi su un solo tipo di storia, ma mantenere ampio il ventaglio affrontando vari generi e tematiche. In questo caso, il genere sarebbe in qualche modo lo psycho-thriller in chiave topoliniana. Mi piaceva giocare con il personaggio, renderlo insicuro e avere la possibilità, anche qui, di inserire vari personaggi in modo diverso dal solito, riesumando anche il pirata Orango. Ottimamente disegnata da un valente disneyano come Valerio Held, è una storia che mantiene un certo grado di complessità e mi è piaciuto scrivere.

Paperino e Paperoga allenatori super allenati è una delle mie storie calcistiche preferite. Il calcio è da sempre una delle mie passioni (passione che condivido tra l’altro con Stefano Intini) e scrivere storie calcistiche con i paperi mi ha sempre divertito. Questa, in particolare, mi sembra riuscita e abbastanza scatenata con i cugini che per una volta formano un coriaceo sodalizio e remano tutti dalla stessa parte, purtroppo a bordo di una barca che fa acqua. Il calcio è una miniera di spunti per storie divertenti che, se realizzate bene, possono essere tali (divertenti, cioè) anche per chi il calcio non lo apprezza. L’importante è conoscerlo bene per poterlo rappresentare o deformare in modo credibile. Anche qui i disegni di Giorgio Cavazzano sono un plus inarrivabile.

Quando Ciccio va fare la spesa è uno dei miei classici, se così si può dire. Avevo già provato a rendere Ciccio protagonista assoluto con la storia I sogni di Ciccio, disegnata da Paolo Ongaro. Qui ho perfezionato la formula cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche di un personaggio particolare che fa del sonno e delle mangiate pantagrueliche le sue peculiarità (ed è quindi difficile da utilizzare). La formula è venuta piuttosto bene e l’ho riutilizzata più volte per altre storie con Ciccio cercando sempre di apportare le dovute variazioni per non stancare (e non stancarmi io stesso). I disegni di Stefano Intini sono perfetti e valorizzano alla grande situazioni che tendono sempre più all’assurdo per poi rientrare in un’apparente normalità.

Topolino e l’incredibile situazione è una di quelle storie che mi ero dimenticato d’aver scritto. Guardando nel mio database per fare la scelta mi ci sono imbattuto e, vedendo che era disegnata da Enrico Faccini (autore che per inciso è sempre in grado di divertirmi e che trovo assolutamente spassoso anche come sceneggiatore), mi sono incuriosito e sono andato a rileggermela. Quindi l’ho scelta perché mi è piaciuta e mi sono ricordato di quando, ere fa, l’ho scritta. Il divertimento era quello di mettere in difficoltà Topolino in modo che lui, onesto e buono, si ritrovasse a essere ingiustamente sospettato di atti di vandalismo e non trovasse sponda in alcuno dei suoi amici o conoscenti. I disegni di Faccini sono perfettamente in linea con la storia e la valorizzano. Il colpo di scena finale adesso può sembrare un po’ scontato, ma all’epoca della prima uscita era piuttosto buono (e, si sa, a volte bisogna contestualizzare). Inoltre, mi è sempre piaciuta l’ultima vignetta con un Topolino che, in parte, perde la sua bonarietà.

Paperino e il supertraining da concorso è una tipica vicenda in cui Paperino e Paperoga si confrontano in un crescendo distruttivo di detonante assurdità sino a un finale che mi pare simpatico e a un sottofinale che riporta ancor più le cose nella sfera della credibilità. Scrivere queso genere di storie non è facile perché bisogna mantenere un buon ritmo e disseminarle di trovate comiche, ma è anche molto divertente perché ci si può scatenare, soprattutto se si è coadiuvati da un grande come Stefano Intini che riesce a rendere perfettamente espressivi i suoi disegni.

Paperino procuratore sopraffino è un’altra storia calcistica, un po’ diversa. In questo caso affrontavo il fenomeno dei procuratori calcistici che è diventato sempre più preminente nel mondo del calcio, affidandone il ruolo a un Paperino perfettamente a suo agio in un lavoro che gli piace perché gli permette di sfruttare le proprie passioni e le proprie competenze. Ma soprattutto, in questo caso, mi era piaciuto tratteggiare la figura del calciatore che garantisce un gol a partita e solo quello per poi scandagliarne prerogative e superstizioni. Ottimi come sempre i disegni di Alessandro Gottardo, un altro amico con cui ho collaborato spesso anche in ambiti extra disneyani. Da una vignetta di questa storia è tratta la copertina del volume.

Topolino, Pippo e il rubinetto irriducibile è un esempio dei cosiddetti filler (riempitivi), vale a dire storielle corte e comiche che completano gli albi. Sono storie semplici che però permettono di affrontare, in genere, la quotidianità dei personaggi alle prese con le piccole cose della vita, che nel caso di Pippo possono essere strambe e divertenti. Ai disegni un’altra valente disneyana dalla lunga carriera come Maria Luisa Uggetti.

Topolino e la principessa del lago invisibile è la storia più recente tra quelle pubblicate ed è disegnata magistralmente da un altro degli indiscutibili grandi del fumetto disneyano, Massimo De Vita. De Vita ha disegnato diverse delle mie storie - tra cui due delle primissime, Topolino e il ricattatore misterioso e Topolino e il fantomatico ritorno di Macchia Nera - ed è sempre stato un piacere vederle perché è uno di quei disegnatori che aggiunge sempre valore alle storie. Anche in questo caso i suoi disegni sono eccezionali e accompagnano una storia nella quale ho cercato di inserire un colpo di scena finale e di dare una densità narrativa particolare. Paradossalmente, può essere che in questo caso il colpo di scena risulti migliore che al momento della prima pubblicazione.

domenica 11 marzo 2018

Il vortice dei ricordi: cosa c’è dietro


Che cosa c’è dietro Il vortice dei ricordi (il mio romanzo di fantascienza per ragazzi recentemente pubblicato da Alcheringa Edizioni)? Ma ovviamente ciò che c’è dietro è il retrocopertina! E vale la pena di parlarne. Lo vedete pubblicato qui in evidenza e in tutta la sua magnificenza. Lo ha disegnato il grande Stefano Intini, artista poliedrico noto soprattutto per le sue frequentazioni disneyane (che sono state anche le mie, talvolta), ma non solo: Stefano ha fatto molto altro e molto bene.

Di recente, nell’introduzione al catalogo di una mostra cui ha partecipato, così ho parlato di lui (e, dato che sono un ambientalista, provvedo a riciclare la mia prolusione): “Con la quieta potenza di chi possiede un talento notevole e lo libera sicuro dell’esito cui perverrà, Stefano Intini ha seguito un percorso progressivo che lo ha portato a diventare uno dei disegnatori disneyani più efficaci e personali, seguendo senza apparente sforzo - come un vero natural, un predestinato - il cammino che da iniziale allievo di un maestro come Giorgio Cavazzano lo ha fatto diventare egli stesso un maestro, con uno stile personalissimo, oggetto, come si diceva di quel settimanale enigmistico, di numerose imitazioni. La poliedricità di uno stile così autentico e originale lo ha portato inevitabilmente a progetti extra Disney di assoluto valore, tra i quali non si può non ricordare almeno il Petit Pierre scritto per lui da un altro grande disneyano (e non solo) come Corrado Mastantuono. Ma tra strisce, vignette e lavori pubblicitari, c’è molto altro a testimoniare una irrequietezza e una curiosità tipiche del creativo”.

Come si può desumere dal mio non molto vecchio post sui disegnatori delle mie storie, Stefano è piazzatissimo nella mia top ten e questo vuol dire che abbiamo collaborato parecchio e, per quanto mi riguarda, molto volentieri: a parte Disney, abbiamo lavorato insieme per l’Unione Sarda (grazie al sempiterno Silvio Camboni), per Prezzemolo, e per altro ancora. E direi che non è ancora finita, per fortuna.

La sua capacità nel campo della caricatura è proverbiale e si evidenzia anche in questo caso: in una sola vignetta è riuscito a compendiare gran parte del mio lavoro con citazioni che magari ai più possono sfuggire, ma non a me. In un disegno è racchiuso un piccolo mondo, in sostanza. Avere un disegno di Stefano Intini nel retro copertina del mio romanzo è stato un privilegio. Così come, non va dimenticata l’ottima copertina di Nicola Pasquetto, che riproduco qui sotto e di cui abbiamo già parlato.



Tra copertina e retrocopertina c’è il romanzo, un sacco di parole che mi auguro possa essere interessante e possa perciò trovare qualcuno, appunto, interessato alla sua lettura. Trattandosi di un libro che sottolinea l’importanza dei ricordi, mi permetto di ricordare che Il vortice dei ricordi è disponibile nei vari negozi on line e anche in libreria, per lo più su ordinazione, come ho già spiegato qui. Don’t dare to miss it.

martedì 19 dicembre 2017

Il vortice dei ricordi di Rudy Salvagnini

Posso annunciare con piacere che è uscito il mio primo romanzo. Si intitola Il vortice dei ricordi (Alcheringa Edizioni, 280 pagg., € 13) ed è un romanzo di fantascienza per ragazzi. Ne parlerò più diffusamente nei prossimi giorni, ma intanto posso anticipare quanto è scritto sul retrocopertina per presentare il libro:

"Roby è un ragazzino vivace che ama giocare a calcio e leggere fumetti. Gli piace anche crearli: Capitan Equità è il suo personaggio preferito, un super eroe così potente che le sue imprese sono regolate da un comitato etico. La sua vita scorre tranquilla tra qualche patema scolastico e i pomeriggi a scorrazzare con gli amici. Improvvisamente però si rende conto che intorno a lui le persone stanno perdendo la memoria. La prof si dimentica dell’interrogazione del giorno prima, la vicina di aver cambiato auto, un anziano brontolone di chiudere il rubinetto dell’acqua di casa. Piccole cose, ma sempre più frequenti. Roby è preoccupato, ma non sa come affrontare la situazione. L’incontro, solo apparentemente fortuito, con Zara, una strana ragazzina, lo porta a scoprire l’origine del problema, ma non (ancora) il suo perché. Zara gli spiega che quello è solo l’inizio e che se non intervengono per il mondo sarà una catastrofe globale. Ma come possono due ragazzini impedire un disastro del genere e bloccare il fantascientifico vortice che sta risucchiando tutti i ricordi?"

Incuriositi? Dovreste esserlo, perbacco. Naturalmente il mistero si infittisce un bel po' e di cose ne succedono parecchie. L'idea era quella di fare una storia forte con parecchie digressioni divertenti (Capitan Equità, cui si accenna sopra, è una di queste). Spero che questo romanzo possa interessare anche chi, nel corso degli anni, ha letto le mie storie a fumetti: questa, datemi retta, è anche meglio. Come ha detto Bob Dylan in una certa occasione nelle Hawaii: "This one's got all that stuff in it. It's got all that and more". Nei prossimi giorni e settimane avrò modo di tornare sull'argomento. Per intanto vorrei far notare che non capita tutti i giorni di poter leggere un mio romanzo. Anzi, non era mai capitato, perciò sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire l'occasione.

La copertina è di Nicola Pasquetto e il retrocopertina è di Stefano Intini. Notevoli entrambe e non c'era da aspettarsi di meno visti gli artisti coinvolti.

Il libro è disponibile, per esempio, qui, sul sito della casa editrice e ordinabile ovunque, se non presente. Cercherò di essere più preciso nei prossimi giorni.

sabato 30 settembre 2017

La Top Ten dei (miei) disegnatori

Stimolato da un post su Facebook dell’esemplare Giuliano Piccininno - che ha postato un belissimo disegno (fatto da lui, va da sé) con la classifica dei suoi sceneggiatori (tra cui in ottima posizione lui stesso, dato che è spesso autore completo) - mi ha punto vaghezza di fare altrettanto, ma, per ovvi motivi, senza (mio) disegno e con una mera elencazione di freddi numeri. Perciò, dato che apparentemente avevo tempo da perdere (cioè, non ce l’avevo, ma l’ho perso lo stesso), ecco la classifica come risulta dal mio database.

1 Rodolfo Torti           1802
2 Giorgio Cavazzano    629
3 Gianni Salvagnini      573
4 Lino Gorlero              425
5 Luciano Gatto            389
6 Stefano Intini             364
7 Alessadro Gottardo    354
8 Silvio Camboni          265
9 Studio Bargadà          261
10 Valerio Held            226

Naturalmente si tratta di una mera classifica quantitativa, ma comunque è indicativa. I disneyani la fanno da padroni, ma in diversi casi non soltanto con materiale disneyano. L’inarrivabile primo posto è però del grande Rodolfo Torti con il quale ho diviso l’onore di proseguire per tanti anni Rosco e Sonny sul Giornalino (ma in quel numero astrononomico ci sono anche altri, seppur pochi, fumetti). Lo stesso vale per Giorgio Cavazzano, che mi introdusse a Topolino e col quale ho fatto anche altri fumetti, non disneyani. Mio fratello è stato insostituibile sodale di mille avventure dagli inizi ai giorni nostri. Il bravo Lino Gorlero è stato l’imprescindibile partner nella mirabolante avventura dei Mercoledì di Pippo che, come ho detto più volte, non sarebbero esistiti senza il suo intervento. I posti successivi sono di ottimi disneyani: con alcuni di loro ho fatto con piacere anche altri fumetti e spero di farne ancora.

Ma poiché questa è una classifica quantitativa, restano fuori molti autori (ne ho contati 129 in tutto). Restano fuori di sicuro gli autori non identificati e quelli che hanno disegnato storie mie che non sono riuscito a vedere pubblicate (ma che so esserlo state). Ma restano fuori soprattutto i molti che hanno disegnato poche (o tante, ma non abbastanza da entrare in classifica) mie storie. Tutti, naturalmente, per me sono importanti. Alcuni, però, lo sono di più, per varie ragioni. Per esempio essere nell’elenco degli sceneggiatori di autentiche leggende del fumetto italiano come Antonio Canale, Nevio Zeccara, Renato Polese o Ivo Pavone è per me un grande piacere. Come lo è aver diviso sia pure poche pagine con l’indimenticato Aldo Capitanio. E un piacere è anche collaborare adesso con Luca Salvagno e gli altri ragazzi (e ragazze) della Banda, la mia ultima (nel senso di attuale, stiamo calmi) serie a fumetti, così come lo è stato con Davide Perconti, appena poco prima di quest’ultima serie. Ma è stato anche molto bello poter scrivere le storie per alcuni fumetti disegnati da Pinù Intini (il papà di Stefano, che invece è ben presente nella Top Ten): Pinù è stato il primo a credere che potessi essere uno sceneggiatore pubblicando i miei primi lavori e quindi poter collaborare con lui qualche anno fa (per dei fumetti che, a mio parere, sono molto riusciti) è stato di particolare soddisfazione.




Giuliano Piccininno, l’ispiratore di questa Top Ten, non ce l’ha fatta (colpa sua, però, io gli avrei scritto vagoni di sceneggiature, potendo) a entrarvi, ma è ben rappresentato e potrebbe forse essere nella Top 20 (che però non stilerò). Ah, dimenticavo: nel fare la classifica ho tenuto conto solo in parte di vignette e strisce (troppo difficile calcolarle), ma in ogni caso il totale delle pagine è di 11.361. Non sono poche, forse, ma di certo avrei voluto fare di più.

Qui sopra, ça va sans dire, un paio di immagini da Rosco e Sonny, disegnate da Rodolfo Torti.

sabato 9 aprile 2016

Il calcio del campetto di Mauro Maranto e Stefano Intini





Per gli appassionati di calcio e di umorismo (o anche solo di uno dei due), segnalo l’uscita di un libro, Il calcio del campetto di Mauro Maranto e Stefano Intini (Gallucci, 94 pagine € 12,90). Il sottotitolo (Fenomenologia della partitella amatoriale e dei suoi eroi) ci fa capire subito in che ambito ci troviamo e già il disegno di copertina ci lascia presagire che ci divertiremo, leggendo la descrizione analitica e appassionatamente autoironica di ciò che succede prima, durante e dopo le classiche partitelle di calcio tra adulti desiderosi di ritrovare il tempo perduto.


La parte scritta del libro è opera di Mauro Maranto, mentre le numerose illustrazioni che la corredano e la integrano efficacemente sono di Stefano Intini, grande fumettista soprattutto (ma non solo) disneyano, col quale ho avuto il piacere di collaborare più volte.

Il gusto per l’iperbole tipicamente fantozziana (e chi non ricorda la tragica partita a calcio tra scapoli e ammogliati del primo film della serie?) colora la narrazione, sempre vivace e brillante. A corroborarla ancor più sono gli insostituibili disegni di uno Stefano Intini veramente in forma, che, come sa chiunque lo conosca, in questo caso ben sa di cosa disegna. E da come scrive presumo lo sappia bene anche l’autore dei testi. Questo coinvolgimento personale nella materia si trasmette al lettore che si appassiona facilmente anche se non ha mai calcato uno di quei campetti. L’esame di dinamiche e casistiche è esauriente ed esilarante, le definizioni spesso fulminanti (“partita di calcio: evento che precede un’abbuffata in pizzeria. Quando piove forte e non si può giocare, si va subito a mangiare. Molti tirano un sospiro di sollievo”).

Consigliato, contrariamente a quanto si sostiene ironicamente in copertina, anche a chi è under 30 e/o non ha la pancetta perché conoscere e ridere della fenomenologia altrui è uno spasso tutt’altro che amaro. Molti di coloro che giocano o hanno giocato, inoltre, possono immedesimarsi facilmente nei personaggi tipo tracciati dall’autore. Personalmente, con una certa dose di immodestia, mi sono ritrovato nel paragrafo sul vecchio portiere.

 

mercoledì 23 dicembre 2009

Buon Natale e Pari Opportunità


Per augurare a tutti un Buon Natale inserisco qui sopra una vignetta scritta da me e disegnata dall'imperituro Stefano Intini, per un'applicazione senza limiti delle pari opportunità.

martedì 13 ottobre 2009

Men At Work e la prescrizione (o viceversa)





Quanto sopra è un piccolo commento sulla situazione del nostro sistema giudiziario in seguito anche alla quantità di ottime riforme “commesse” negli ultimi anni. Sulla prescrizione come la subiamo oggi ci sarebbe molto da dire e niente di buono.

La striscia appartiene alla serie Men At Work, creata da me e da Stefano Intini (ai disegni), per La Gaggetta Ufficiale, supplemento satirico di L’Unione Sarda. È stata pubblicata nel 2007, mi pare. Alla Gaggetta siamo stati invitati a collaborare dall’immarcescibile Silvio Camboni, che colgo l’occasione per ringraziare ancora.

A proposito di Silvio Camboni. Una decina d’anni fa io e alcuni disegnatori veneti di cui taccio il nome pensavamo di essere diventati - dopo anni di esercizio - dei provetti giocatori di calcio balilla. Lo pensavamo, cioè, sin quando non ci siamo imbattuti in Silvio che ci ha stracciato senza alcuna difficoltà. Pensate, non solo è un asso a calcio balilla, ma disegna bene (non so quale delle due qualità sia più importante, decidete voi).

A onor del vero, comunque, il mio massimo come giocatore di calcio balilla l’ho raggiunto quando ero militare grazie alla ferrea applicazione del catenaccio (si può, anche nel calcio balilla).

Nota di servizio per i meno avvezzi: per vedere meglio l'immagine, cliccateci sopra.

lunedì 28 settembre 2009

Il quiz di Rave


Come già preannunciato, anche stavolta parliamo di fumetti con un post dal taglio vintage dedicato a un’opera che ben pochi conoscono.

Nel 1998 ho scritto una miniserie su un super eroe chiamato Rave (se non sbaglio, l’idea per il nome è venuta ad Alessandro Gottardo). La miniserie era composta da sei avventure autoconclusive, ma legate da una continuity. È stata pubblicata in tre albi dalla Tornado Press. I disegnatori erano Alberto Lavoradori, Giuliano Piccininno, Alessandro Gottardo, Gianmaria Liani, Davide Corsi e Fabio Chiesa. Gli episodi erano intervallati da panel disegnati da Paolo Martinello. In appendice un fumetto umoristico scritto da Giuliano Piccininno e disegnato da Stefano Intini. Non so quanti dei succitati autori abbiano Rave nel loro curriculum, ma forse un giorno lo scopriremo.

Di Rave come fumetto magari, forse (e sottolineo forse), riparleremo in futuro: la sua caratteristica principale è che, per molti motivi, è stato il primo super eroe costretto con regolarità a fare le pulizie.

Qui mi interessa ricordare un’altra cosa. Tutti i sei titoli delle avventure di Rave erano delle citazioni. All’epoca venne lanciato su Rave un concorso con un premio per chi indovinava tutte le citazioni. Manco a dirlo, non rispose nessuno. Che sia dipeso dal fatto che il premio principale consisteva, testualmente, in “una vigorosa stretta di mano di Alessandro Gottardo”? Ci piace di più pensare che il quiz fosse troppo difficile. I titoli delle avventure erano comunque questi:

A volte ritornano
What Remains Is Bestial
Non credere a nessuno perché nessuno è mai come credi
I tried my best to love you, but I cannot play this game
Farewell, My Lovely
Tutte feriscono... l’ultima uccide

Come si può vedere, alcune citazioni sono estremamente facili da individuare. Altre un po’ meno. Un paio non mi ricordo bene neanch’io dove le ho prese. Potrebbero persino esserci delle imperfezioni, chissà.

A suo tempo, rispondere non era solo cortesia (poiché, come si sa, domandare è lecito), ma era anche un po' difficile. Oggi, ai tempi di internet, dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Chi vuole può ancora tentare di rispondere, consapevole del fatto che non avrà in premio nemmeno la stretta di mano di Gottardo. Per tutti gli altri, prossimamente su questi schermi rivelerò probabilmente le risposte. Non trattenete il fiato nel frattempo.

La copertina che vedete sopra (opera del valoroso Alberto Lavoradori) era una delle due copertine del numero 1.