mercoledì 9 giugno 2021

Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie di Pinù Intini


Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie
(Festina Lente, 224 pagine, € 16) è un volume importante. Innanzitutto perché raccoglie una parte significativa della sterminata produzione fumettistica di Pinù Intini, un artista dalle poliedriche qualità. Chi vuole avere una minima idea della sua rilevanza può leggere quanto ho scritto su questo blog in occasione della sua prematura scomparsa. Questo volume è quindi una valida testimonianza della qualità dei suoi fumetti ed è molto significativo anche perché ci mostra come le sue storie, nelle quali prevaleva una satira apparentemente bonaria e in realtà molto puntuta ed efficace, siano ancora molto attuali anche se - quelle contenute nel volume - risalgano a diverse decadi fa.

Come ci rivela il titolo, il volume racchiude soprattutto le storie che Pinù ha dedicato al personaggio di Bertoldo, che appartiene alla tradizione letteraria italiana e che Pinù ha saputo adattare e reinventare mirabilmente in modo da renderlo attuale ai nostri tempi pur continuando ad ambientarlo in un Medio Evo ricostruito in modo figurativamente impeccabile e suggestivo. Attraverso Bertoldo, Pinù affronta tematiche sociali e politiche mostrando invariabilmente le manchevolezze della natura umana e le scorciatoie morali che spesso taluni prendono per il loro tornaconto. Il tutto sempre con un umorismo che rende gradevole e piacevole la lettura, aiutata anche dalla bellezza e dalla simpatia dei disegni. Oltre a Bertoldo ci sono inoltre altre storie di altri personaggi provenienti dall’inesauribile fantasia di Pinù, come Ottavio da Castellana, accompagnato dall’esilarante dottor Usucapione, o Riccio Flint.

Curato con competenza e dedizione dal figlio Stefano Intini, grande autore di fumetti a sua volta, il volume - di grande formato e notevole cura editoriale - contiene anche una completa e indispensabile cronologia dell’opera fumettistica di Pinù, una bella intervista a Pinù da parte di Antonio Corain, uno scritto di Pinù stesso e una prefazione di Stefano Intini, oltre a una postfazione che ho avuto il piacere e l’onore di scrivere io stesso.

Inutile dire che consiglio assolutamente di leggere il libro: chi lo farà non resterà deluso.

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