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sabato 17 settembre 2022

Men At Work in Bravi vol. 2


Segnalo che è da poco uscito Bravi vol. 2 - Brevi Racconti a vignette (Festina Lente Edizioni, 264 pagine, € 16), un corposo volume che raccoglie le strisce di un nutrito numero di fumettisti, tra i quali ci siamo anche io e il valoroso Stefano Intini. Nel volume potrete infatti trovare le prime 26 strisce di Men At Work, una striscia che Stefano e io (non uso la d eufonica sia perché sarebbe scorretto sia per non sopravvalutarmi) creammo qualche anno fa per il supplemento umoristico de L’Unione Sarda stimolati in questo dal prode Silvio Camboni, compagno di tante avventure disneyane. Non cito altri autori perché sono davvero tanti e non vorrei fare torto a qualcuno: basti dire che l’umorismo non manca in molte incarnazioni diverse. Un autore lo cito, però, uno che mi sta molto a cuore, Pinù Intini, vale a dire colui che mi fece esordire come sceneggiatore di fumetti molti, molti anni fa. Qui è contenuta una selezione delle sue strisce dedicate a Fra’ Canario, un ottimo esempio del suo arguto umorismo e del suo segno nitido ed espressivo.
Se il volume vi interessa, lo potete trovare facilmente presso l’editore e le consuete librerie online, oltre, credo, alle librerie, come si dice adesso, fisiche.

venerdì 31 dicembre 2021

50 anni nei fumetti


50 anni nei fumetti
(274 pagine, Youcanprint, € 70) è un libro particolare. Racconta la storia della collaborazione tra me e mio fratello Gianni attraverso una grande mole di fumetti, in gran parte a colori, in modo da coprire tutto l’arco temporale lungo il quale questa collaborazione si è sviluppata. In mezzo ai fumetti ci sono anche ricordi, aneddoti e retroscena che contestualizzano e connettono le varie storie. Abbiamo rovistato nei nostri archivi e, assieme a una scelta delle storie edite nel corso degli anni, abbiamo selezionato anche parecchie storie che erano rimaste inedite. Tra queste storie inedite ce ne sono alcune un po’ particolari, non per il loro valore, ma per la loro qualità di veri e propri “reperti storici” (sempre relativamente alla nostra storia, naturalmente). C’è per esempio uno dei fumetti che compariva nei giornaletti che disegnavamo per i parenti e che quindi esistono in un’unica copia. E c’è anche il fumetto con il quale ci siamo presentati alla redazione del Messaggero dei Ragazzi nel settembre del 1970 e grazie al quale il grande e indimenticato Pinù Intini ci offrì la nostra prima collaborazione professionale (collaborazione che, in verità, più che al fumetto presentato, direi che fu dovuta alla lungimiranza quasi sciamanica di Pinù). Non manca il primo fumetto realizzato (il secondo pubblicato) dal quale parte la datazione dei 50 anni (1971-2021). Ci sono poi alcuni fumetti inediti che avevamo proposto a qualcuna delle riviste che allora esistevano sul mercato ottenendone dei garbati rifiuti (o dei silenzi, un po’ meno garbati). Ma ci sono anche molti dei fumetti che abbiamo pubblicato negli anni ’70 sui pocket Sansoni o altrove (su Sorry, per esempio, o sul Santo dei Miracoli e così via). Poi c’è un’ampia scelta dei fumetti che a partire dai primi anni’90 abbiamo pubblicato sul Messaggero dei Ragazzi, tutti rigorosamente a colori. Il libro riguarda la nostra collaborazione, per cui non c'è nulla riguardo ai (molti) fumetti che abbiamo realizzato separatamente.

Per scopo, caratteristiche e dimensioni, non è un libro che potevamo proporre a un editore (quindi non lo abbiaamo proposto) e perciò, per averlo così come volevamo che fosse, lo abbiamo pubblicato tramite Youcanprint. Il notevole prezzo di vendita risente di questa scelta (del print on demand) e dipende dal costo di stampa: il formato grande (A4) e i colori hanno il loro prezzo, ma così doveva essere e così è stato. È comunque un libro per così dire artigianale, con i suoi difetti, realizzato in totale autonomia, con l’imperizia degli spavaldi autodidatti. Molte storie sono riprese direttamente dagli originali, ma diverse sono tratte dalle pubblicazioni perché non ne abbiamo più gli originali, per cui in taluni casi la qualità non è ottimale.

Di fronte a un libro come questo la domanda sorge quindi spontanea: esiste qualcuno interessato alla nostra storia? La risposta è persino banale: sì, noi. E quindi per fissarla in qualche modo prima che sia troppo tardi, ecco questo libro: un raro esempio di libro immaginario diventato reale. Il suo scopo l'ha realizzato con la sua sola stessa esistenza, non occorre che venga comperato (e mi stupirei se qualcuno lo facesse).

L'illustrazione di copertina, realizzata da Gianni, ci ritrae all'epoca in cui i fumetti li leggevamo e li sognavamo. L'edicola che si vede sullo sfondo è quella in cui principalmente ci approvvigionavamo, in Prato della Valle. Anche l'edicolante è quello del tempo: scorbutico, ma professionale. Le foglie secche che svolazzano sono rigorosamente metaforiche.

mercoledì 9 giugno 2021

Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie di Pinù Intini


Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie
(Festina Lente, 224 pagine, € 16) è un volume importante. Innanzitutto perché raccoglie una parte significativa della sterminata produzione fumettistica di Pinù Intini, un artista dalle poliedriche qualità. Chi vuole avere una minima idea della sua rilevanza può leggere quanto ho scritto su questo blog in occasione della sua prematura scomparsa. Questo volume è quindi una valida testimonianza della qualità dei suoi fumetti ed è molto significativo anche perché ci mostra come le sue storie, nelle quali prevaleva una satira apparentemente bonaria e in realtà molto puntuta ed efficace, siano ancora molto attuali anche se - quelle contenute nel volume - risalgano a diverse decadi fa.

Come ci rivela il titolo, il volume racchiude soprattutto le storie che Pinù ha dedicato al personaggio di Bertoldo, che appartiene alla tradizione letteraria italiana e che Pinù ha saputo adattare e reinventare mirabilmente in modo da renderlo attuale ai nostri tempi pur continuando ad ambientarlo in un Medio Evo ricostruito in modo figurativamente impeccabile e suggestivo. Attraverso Bertoldo, Pinù affronta tematiche sociali e politiche mostrando invariabilmente le manchevolezze della natura umana e le scorciatoie morali che spesso taluni prendono per il loro tornaconto. Il tutto sempre con un umorismo che rende gradevole e piacevole la lettura, aiutata anche dalla bellezza e dalla simpatia dei disegni. Oltre a Bertoldo ci sono inoltre altre storie di altri personaggi provenienti dall’inesauribile fantasia di Pinù, come Ottavio da Castellana, accompagnato dall’esilarante dottor Usucapione, o Riccio Flint.

Curato con competenza e dedizione dal figlio Stefano Intini, grande autore di fumetti a sua volta, il volume - di grande formato e notevole cura editoriale - contiene anche una completa e indispensabile cronologia dell’opera fumettistica di Pinù, una bella intervista a Pinù da parte di Antonio Corain, uno scritto di Pinù stesso e una prefazione di Stefano Intini, oltre a una postfazione che ho avuto il piacere e l’onore di scrivere io stesso.

Inutile dire che consiglio assolutamente di leggere il libro: chi lo farà non resterà deluso.

martedì 1 giugno 2021

Cinquant’anni fa…


Nel mese di giugno del 1971, quindi la bellezza di mezzo secolo fa, io e mio fratello Gianni pubblicavamo il nostro primo fumetto. Si intitolava Il Santo muore e raccontava gli ultimi momenti della vita di Sant’Antonio. In realtà, era il secondo fumetto per così dire “professionale” che avevamo realizzato, ma venne pubblicato a spron battuto per coincidere con la ricorrenza della festa di Sant’Antonio che, come si sa, è il 13 giugno. L’altro fumetto venne pubblicato il mese successivo, nel luglio 1971 ed era anch’esso un fumetto basato su fatti storici: si intitolava Uscire dal muro e raccontava di una fuga da Berlino Est. La rivista che pubblicò quei fumetti si chiamava - e ancora si chiama - Il Santo dei Miracoli e conteneva una sezione di sei pagine, intitolata Moscacieca, dedicata ai ragazzi con racconti, giochi, barzellette e fumetti. L’aveva creata e la curava personalmente Pinù Intini, grande fumettista, grafico, redattore e tante altre cose ancora. Fu lui a scoprirci, se così si può dire, offrendoci l’opportunità di pubblicare sul Santo dei Miracoli dopo che eravamo improvvidamente andati nella redazione del Messaggero dei Ragazzi, di cui lui era redattore, a proporre un’improbabile collaborazione. Con l’occasione mi fa anche piacere segnalare l’uscita di un volume dedicato ai fumetti di Pinù, Le nuove sottilissime astuzie di Bertoldo e altre piacevoli storie (Festina Lente), di cui consiglio caldamente la lettura e su cui magari tornerò nei prossimi giorni.

Ero molto, molto giovane e ho avuto il piacere di esordire a un’età in cui di solito ci si limita a leggere. Ero anche molto inesperto e acerbo nel modo di narrare e di costruire la storia, ma la mia esperienza ho avuto la fortuna di costruirmela sul campo, continuando a scrivere e a pubblicare nel corso degli anni. Se riguardo adesso quelle pagine non posso che vederne l’inadeguatezza e gli errori dal punto di vista tecnico e di sceneggiatura e sono grato ancora a Pinù che mi ha dato la possibilità comunque di avere la soddisfazione della pubblicazione e mi ha consentito di crescere gradualmente.

A titolo di curiosità, nel medesimo numero di Moscacieca in cui Gianni e io esordimmo era pubblicata una puntata del western Morgan’s Rest di Aldo Capitanio, altra scoperta (e ben più illustre) di Pinù. A guardare quelle pagine bisogna dire che Capitanio era già di un’altra categoria.

sabato 10 agosto 2019

Ricordando Pinù (1939-2019)




Ieri è mancato Pinù Intini, un grande del fumetto, dell'illustrazione e di molto altro. Una personalità poliedrica, una vera dinamo umana di iniziative che sembrava non poter mai esaurire la sua energia e la sua inventiva.

Il ricordo va subito, per me, a quel soleggiato pomeriggio di settembre 1970 quando con mio fratello Gianni sono andato alla redazione del Messaggero dei Ragazzi, che distava solo poche centinaia di metri da casa nostra, ma rappresentava un mondo magico nel quale aspiravamo a entrare, quello dei fumetti. Ci andammo con un fumetto realizzato apposta per l'occasione, ma, me ne resi conto anni dopo, tragicamente inadatto allo scopo, per argomento e qualità realizzativa (era un horror!). Eravamo però convinti che il Messaggero non avrebbe potuto rinunciare alla nostra collaborazione. Venimmo indirizzati a Pinù, che del Messaggero era redattore e colonna portante, occupandosi non solo dell'impaginazione – con una verve e una fantasia notevoli, ma sempre accompagnati da un rigore che faceva in modo di tenere sempre in preminenza la leggibilità della pagina (aspetto che molti impaginatori di oggi non sanno cogliere) – ma anche di tante altre cose, dai fumetti alle traduzioni. Pinù fu molto gentile e cordiale. Naturalmente non poteva accettare materiale come il nostro per il Messaggero né poteva proporci di lavorare per il giornale: non eravamo assolutamente pronti per farlo e lui lo sapeva bene. Seppe però cogliere qualche potenzialità e ci propose di collaborare per l'inserto per ragazzi de Il Santo dei Miracoli, che lui curava in prima persona. Fu l'inizio della mia carriera fumettistica e anche di quella di mio fratello. Già nel giugno 1971 pubblicammo il primo fumetto. Avevo solo 16 anni e per me fu un momento molto importante. Quello fu anche il momento dell'inizio della nostra conoscenza che col tempo si trasformò in amicizia.

Oltre a essere un ottimo artista in prima persona, Pinù aveva anche un grande talento per scoprire e valorizzare il talento degli altri. Tra le sue scoperte, la più importante – e mi sembra giusto ricordarlo qui – fu quella di Aldo Capitanio, un grandissimo disegnatore al quale Pinù diede spazio e fiducia proprio sulle pagine de Il Santo dei Miracoli e che da lì spiccò il volo per una carriera di grande distinzione culminata in quello che secondo me è uno dei migliori Texoni mai realizzati e terminata purtroppo prematuramente per un destino avverso.

Ma Pinù non si occupava solo di fumetti e di illustrazione (nel cui ambito ha realizzato disegni con il suo inconfondibile stile per molti libri): era curioso e interessato a tutto, anche a quello che non ti saresti aspettato da lui. Per esempio, quando esplose il fenomeno delle Tv private, lui divenne subito collaboratore – e colonna, inutile dirlo – della seconda Tv privata di Padova quanto a cronologia: la Radio Televisione Veneta. E, nel 1977, mi chiese di collaborare con lui, cosa che feci con grande piacere realizzando dei programmi sul cinema e sul fumetto. Ma, come detto, la vera colonna era lui, un tuttofare che con l'occasione si inventò figura televisiva a tutto tondo. Realizzammo anche un fumetto in Tv, come andava denominato allora, partendo da un fumetto realizzato da me e Gianni: Pinù non solo collaborò alla realizzazione, ma doppiò anche uno dei personaggi. In gioventù aveva anche recitato a teatro e non se l'era dimenticato. Purtroppo, quel fumetto in Tv, realizzato in super8, è andato perduto, ma io mi ricordo ancora benissimo la voce di Pinù che ne recitava le battute.

Pinù divenne anche redattore – e insostituibile colonna, come sempre – di Padova Sport, un settimanale dedicato al calcio Padova per il quale, oltre a curare l'impaginazione e la “forma” - disegnò vignette di grande umorismo e tempestività. Anche in quell'occasione mi chiese di collaborare e, sempre con mio fratello Gianni, creammo una serie di strisce ambientate nel mondo del calcio. L'entusiasmo che Pinù metteva in ogni sua iniziativa era contagioso e anche in quel caso si trasformò in un pieno successo.

Nei primi anni '90 ebbi anche la possibilità e il piacere di collaborare direttamente con lui per una serie di fumetti per l'amato Messaggero dei Ragazzi: io li scrissi e lui li disegnò, con grande abilità e dedizione, come sempre. Un paio di questi fumetti erano fantasy, con uno stile di disegno tra il comico e l'avventuroso che era la sua cifra stilistica ideale, ma uno era avventuroso-realistico a tutto tondo e lui lo realizzò ottimamente, pur confidandomi che gli era costato molta fatica proprio perché lontano dalla sua naturale inclinazione. La verità era che Pinù, da eclettico puro, era perfettamente in grado di disegnare il comico e il realistico con una qualità pressoché identica: cosa questa possibile a pochi.

Oltre a essere insostituibile colonna del Messaggero dei Ragazzi, Pinù ha realizzato fumetti di grande qualità nel corso di una carriera che si è sviluppata per molti decenni: Ottavio da Castellana, Ciuffo e Mike, Riccio Flint, la serie delle fiabe rivisitate fantascientificamente, Redazione zero, i titoli sono molti e a essi vanno aggiunte le collaborazioni a Prezzemolo, Più e molte altre testate. In tutti i suoi fumetti, Pinù ha saputo offrire qualità, fantasia e leggibilità. Ha avuto anche la soddisfazione di vedere suo figlio Stefano – con il quale anche ho avuto la fortuna e il piacere di collaborare spesso (ma mai abbastanza) – diventare un grande disegnatore, una figura di primo piano nel fumetto tramandando in questo modo la qualità di famiglia.

È difficile riassumere in poche parole la multiforme attività di Pinù e mi rendo conto di essermi soffermato soprattutto sui miei ricordi personali di lui, ma una cosa è certa: quello che ha fatto non può essere dimenticato né sottovalutato, per varietà, originalità e spessore artistico.

Ciao, Pinù.

(Qui sopra due vignette da un episodio di Ottavio da Castellana, 1974)

sabato 30 settembre 2017

La Top Ten dei (miei) disegnatori

Stimolato da un post su Facebook dell’esemplare Giuliano Piccininno - che ha postato un belissimo disegno (fatto da lui, va da sé) con la classifica dei suoi sceneggiatori (tra cui in ottima posizione lui stesso, dato che è spesso autore completo) - mi ha punto vaghezza di fare altrettanto, ma, per ovvi motivi, senza (mio) disegno e con una mera elencazione di freddi numeri. Perciò, dato che apparentemente avevo tempo da perdere (cioè, non ce l’avevo, ma l’ho perso lo stesso), ecco la classifica come risulta dal mio database.

1 Rodolfo Torti           1802
2 Giorgio Cavazzano    629
3 Gianni Salvagnini      573
4 Lino Gorlero              425
5 Luciano Gatto            389
6 Stefano Intini             364
7 Alessadro Gottardo    354
8 Silvio Camboni          265
9 Studio Bargadà          261
10 Valerio Held            226

Naturalmente si tratta di una mera classifica quantitativa, ma comunque è indicativa. I disneyani la fanno da padroni, ma in diversi casi non soltanto con materiale disneyano. L’inarrivabile primo posto è però del grande Rodolfo Torti con il quale ho diviso l’onore di proseguire per tanti anni Rosco e Sonny sul Giornalino (ma in quel numero astrononomico ci sono anche altri, seppur pochi, fumetti). Lo stesso vale per Giorgio Cavazzano, che mi introdusse a Topolino e col quale ho fatto anche altri fumetti, non disneyani. Mio fratello è stato insostituibile sodale di mille avventure dagli inizi ai giorni nostri. Il bravo Lino Gorlero è stato l’imprescindibile partner nella mirabolante avventura dei Mercoledì di Pippo che, come ho detto più volte, non sarebbero esistiti senza il suo intervento. I posti successivi sono di ottimi disneyani: con alcuni di loro ho fatto con piacere anche altri fumetti e spero di farne ancora.

Ma poiché questa è una classifica quantitativa, restano fuori molti autori (ne ho contati 129 in tutto). Restano fuori di sicuro gli autori non identificati e quelli che hanno disegnato storie mie che non sono riuscito a vedere pubblicate (ma che so esserlo state). Ma restano fuori soprattutto i molti che hanno disegnato poche (o tante, ma non abbastanza da entrare in classifica) mie storie. Tutti, naturalmente, per me sono importanti. Alcuni, però, lo sono di più, per varie ragioni. Per esempio essere nell’elenco degli sceneggiatori di autentiche leggende del fumetto italiano come Antonio Canale, Nevio Zeccara, Renato Polese o Ivo Pavone è per me un grande piacere. Come lo è aver diviso sia pure poche pagine con l’indimenticato Aldo Capitanio. E un piacere è anche collaborare adesso con Luca Salvagno e gli altri ragazzi (e ragazze) della Banda, la mia ultima (nel senso di attuale, stiamo calmi) serie a fumetti, così come lo è stato con Davide Perconti, appena poco prima di quest’ultima serie. Ma è stato anche molto bello poter scrivere le storie per alcuni fumetti disegnati da Pinù Intini (il papà di Stefano, che invece è ben presente nella Top Ten): Pinù è stato il primo a credere che potessi essere uno sceneggiatore pubblicando i miei primi lavori e quindi poter collaborare con lui qualche anno fa (per dei fumetti che, a mio parere, sono molto riusciti) è stato di particolare soddisfazione.




Giuliano Piccininno, l’ispiratore di questa Top Ten, non ce l’ha fatta (colpa sua, però, io gli avrei scritto vagoni di sceneggiature, potendo) a entrarvi, ma è ben rappresentato e potrebbe forse essere nella Top 20 (che però non stilerò). Ah, dimenticavo: nel fare la classifica ho tenuto conto solo in parte di vignette e strisce (troppo difficile calcolarle), ma in ogni caso il totale delle pagine è di 11.361. Non sono poche, forse, ma di certo avrei voluto fare di più.

Qui sopra, ça va sans dire, un paio di immagini da Rosco e Sonny, disegnate da Rodolfo Torti.

mercoledì 24 giugno 2015

Intervista su INK n. 66

INK è una storica e pregevole rivista dedicata al fumetto. Nel numero attualmente in distribuzione - il n. 66 (aprile 2015) - segnalo che c'è una lunga intervista a me condotta da Paolo Forni, che ringrazio per l'attenzione. Trattandosi di una rivista di fumetti, l'intervista è maggiormente incentrata su questi, ma si toccano anche gli altri aspetti della mia produzione, come la saggistica cinematografica e, brevemente, i racconti. Chi è interessato alla mia attività la troverà quindi una lettura interessante, anche grazie alle domande di Paolo Forni che sono andate a toccare anche i momenti iniziali della mia carriera e in particolare la collaborazione con l'editore Sansoni e i suoi pocket orrorifici. Ma non solo, perché mi ha dato anche l'occasione di ringraziare ancora una volta il grande Pinù Intini, che tanto è stato cruciale nella mia carriera.

Nello stesso numero è anche presente - e mi fa molto piacere evidenziarlo - un'intervista, sempre condotta da Paolo Forni, a mio fratello Gianni, con il quale ho condiviso gli esordi e anche una lunga collaborazione in anni più maturi nel Messaggero dei Ragazzi. L'intervista è molto interessante e penso non lo sia solo per me.

Ma anche chi non fosse incuriosito dalle alterne vicende dei fratelli Salvagnini potrà trovare molto di interessante nella rivista che comprende anche interviste a Luigi Cozzi (grande esponente del cinema fantastico italiano sia in veste di regista, sia in quelle di autore ed editore) e al disegnatore Paolo Peruzzo, con il quale abbiamo condiviso una militanza sansoniana e di cui ho appreso con grande interesse i successivi sviluppi di carriera. Il tutto nell'ambito di un'analisi di quel particolare fenomeno che fu la rivista Horror, edita appunto da Sansoni.

Insomma, una rivista che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di fumetti. Chi fosse interessato, può trovare sul sito della rivista tutte le informazioni per acquistarla.
 

mercoledì 19 giugno 2013

50 anni di Messaggero dei Ragazzi

Presso la Basilica di Sant'Antonio a Padova, in uno dei suoi meravigliosi chiostri (il Chiostro del Generale, per l'esattezza), si è aperta una mostra celebrativa per i 50 anni del Messaggero dei Ragazzi (la cui vita è in realtà molto più lunga e comprende il periodo in cui si chiamava Sant'Antonio e i fanciulli). La mostra si intitola 50 anni Meravigliosi! 1963-2013 e in cinque grandi pannelloni racchiude in una veloce ma interessante sintesi i vari decenni della rivista, ognuno dei quali è caratterizzato dalla presenza di autori (di fumetti) molto validi e famosi nonché di rubriche e articoli sempre legati all'attualità e alla sua interpretazione.

Dei fumetti vengono riprodotte parecchie pagine significative, dalle quali emergono firme di assoluto prestigio come Giorgio Cavazzano, Dino Battaglia, Lino Landolfi, Massimo Mattioli e altri ancora. Tra loro, mi fa piacere ricordare qui la presenza di Pinù Intini, che del Mera è stato a lungo redattore rappresentandone una sorta di continuità e di "anima": di suo viene presentata nella mostra la pagina di apertura del fumetto Quel giorno a Dallas, dedicato a JFK. Mi fa anche piacere ricordare con l'occasione che, proprio per il Mera, io e Pinù abbiamo collaborato per diverse storie, tra cui una piuttosto lunga che prendeva spunto dalla leggenda della fortezza di Sigiriya a Sri Lanka.

Ma dato che ho anche sempre avuto un debole per me stesso, segnalo la mia presenza nel pannellone degli anni '90 (la mia collaborazione è durata dal 1987 al 2003), assieme a mio fratello Gianni (che disegnava le mie storie) con la prima tavola di un'avventura di Ronnie Camera, il documentarista d'assalto (vissuto dal 1993 al 2003 sulle pagine del Mera).

La mostra è a ingresso gratuito e durerà sino a ottobre. Purtroppo non è stato realizzato un catalogo.

Qui sopra una foto con la pagina di Ronnie Camera nel pannellone.

lunedì 9 novembre 2009

Il muro a fumetti


Oggi tutti i giornali e telegiornali sono giustamente pieni di celebrazioni per il ventennale della caduta del muro di Berlino. La circostanza mi ha fatto venire in mente un’altra cosa e cioè che il mio primo fumetto “professionale” (ma il secondo a essere pubblicato) raccontava la vicenda - vera, se non ricordo male - di una coppia che metteva in atto un piano per superare il muro e fuggire in Occidente.

Come contributo per la celebrazione di oggi, inserisco quindi qui sopra la vignetta d’apertura di quell'ancora acerbo fumetto (intitolato, come si può facilmente notare, Uscire dal muro), disegnato da mio fratello Gianni e pubblicato sul Santo dei Miracoli del luglio 1971. A curare la sezione fumettistica di quel mensile religioso - tuttora vivo e vegeto - era il grande Pinù Intini che ha seguito con pazienza e capacità maieutica i nostri primi passi nel mondo del fumetto. Oltre che ottimo autore per contro proprio, infatti, Pinù Intini ha anche le capacità e il fiuto del talent scout: in questo senso la sua più importante scoperta è stato l’indimenticato Aldo Capitanio. Molti anni dopo è stato per me un grande piacere scrivere i testi di alcuni fumetti fantasy disegnati da Pinù per il Messaggero dei Ragazzi, ma di questo parleremo un’altra volta.