Domani esce al cinema The Dark Nightmare, un horror norvegese interpretato da Eili Harboe, indimenticabile protagonista di Thelma.
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Come capita spesso in questa serie, affrontiamo una tematica importante, in questo caso quella del razzismo: una problematica che viene in effetti affontata con una certa frequenza, ma mai abbastanza. I ragazzi protagonisti della serie si trovano di fronte a un episodio sgradevole e devono capire cosa possono fare nel loro piccolo per migliorare le cose, che poi dovrebbe essere lo scopo di tutti noi, migliorare le cose. Il tutto sempre con lo spirito di creare un po' di leggerezza e divertimento, se possibile. Buona lettura a chi leggerà la storia.
Michele Pastrello ha esordito ormai diversi anni fa con alcuni significativi cortometraggi horror - il primo è Nella mia mente - per poi addentrarsi progressivamente in un campo sempre più intimista e personale, ricco di riflessioni filosofico-sociologiche e, soprattutto, spirituali. Con il suo nuovo lavoro, 1485kHz (Se otto ore), Pastrello torna ad abbracciare pienamente il genere horror, di cui erano comunque rimaste qua e là tracce anche nei lavori più recenti. Lo fa senza comunque abdicare al ruolo che potremmo definire sociale e politico del suo cinema, sfruttando appieno una delle insopprimibili caratteristiche dell’horror, quella di essere il genere metaforico per eccellenza.
Una donna ha l’incarico di pulire e sistemare una casa in un paesino di montagna. Mentre viaggia in macchinaper arrivare al luogo di lavoro, un messaggio vocale del suo datore di lavoro - “la voce del padrone” - le ricorda bruscamente i suoi doveri con un gergo “aziendalese” protervo e minaccioso. Arrivata nella casa, la donna inizia il suo lavoro, ma si troverà ad affrontare i fantasmi di un passato che si perpetua nello sfruttamento dei lavoratori.
Ben supportato dall’intensa interpretazione di Lorena Trevisan, anche produttrice e co-sceneggiatrice, che regge praticamente da sola la scena per tutta la durata del cortometraggio, Pastrello riflette ancora sui soprusi e sull’inumanità del mondo del lavoro, come aveva già efficacemente fatto in un suo precedente lavoro, InHumane Resources, qualche anno fa. E, come aveva fatto con un mirabile e provocatorio corto come Ultracorpo, Pastrello approfitta delle possibilità intrinseche del genere per trasportare lo spettatore dalla realtà quotidiana di una lavoratrice sfruttata al trascendente spettrale e amaramente pervasivo del potere padronale che sembra potersi perpetuare anche oltre i confini terreni. Con una narrazione asciutta e precisa, Pastrello mostra ancora una volta le sue capacità di narratore per immagini che riesce senza fatica a fare spesso a meno delle parole per affidarsi al potere evocativo di ciò che ci mostra.
Di grande qualità anche la fotografia (dello stesso regista) e come sempre, nei film di Pastrello, suggestivo e notevole l’apporto della musica (di Typos e Beat Mekanik).
Il titolo fa riferimento, come spiegato da Pastrello, agli studi sulla metafonia di F.Jürgenson,
Il film è visibile da oggi 1° maggio - data scelta non a caso - in VOD su Reveel.
Sul n. 3621, attualmente in edicola, di Topolino c’è una mia nuova storia, che appartiene al ciclo dei Mercoledì di Pippo. Il titolo è I mercoledì di Pippo: Missione pianeta gemello e si occupa proprio di quello, di un pianeta gemello sul quale l’avventuriero emerito Pippo e il suo assistente Topolino si precipitano alla ricerca di nuove avventure. Trovandole, com'è ovvio. I disegni, come sempre ottimi, sono di Graziano Barbaro, un disegnatore con cui ho collaborato più di qualche volta e che ha sempre valorizzato le storie in modo eccezionale. Tra le nostre collaborazioni mi fa piacere ricordare in particolare Topolino e il vortice imperiale, una delle mie storie a cui sono più legato. I colori, sempre appropriati, sono di Putra Shah Bin Bin Abd Jalil. Ho visto che qualcuno - legittimamente da parte sua - ha creduto di vedere in questa storia qualche riferimento a un ciclo di storie recentemente pubblicato su Topolino. Non è questo il caso. Ho consegnato la sceneggiatura di questo Mercoledì il 27 marzo 2023, quindi, parafrasando quello che si scrive nei titoli di coda dei film, ogni riferimento a storie recentemente pubblicate è da ritenersi del tutto casuale. In realtà, questo Mercoledì viene da molto lontano, da quando un film che non avevo peraltro all’epoca nemmeno visto (Doppia immagine nello spazio, che poi però ho visto e vi consiglio) mi ispirò a scrivere una storia che però non era un Mercoledì di Pippo. Ci ho provato per anni, con varie versioni (qualcosa è stato incorporato in Zio Paperone e la proposta dell'alter ego), ma non è mai andata. Poi lo spunto è diventato la base per questo Mercoledì di Pippo che, come sempre, spero possa essere una lettura divertente.
Billy Wilder è senza alcun dubbio uno dei più grandi registi della storia del cinema ed è anche uno dei miei registi preferiti, da sempre. Molto è stato scritto su di lui e sui suoi film, ma, quando un autore è così grande, anche il molto non è mai abbastanza e ogni nuovo contributo è benvenuto. Rosanero - Il cinema di Billy Wilder (Falsopiano, 160 pagine, € 20) di Giorgio Penzo ripercorre la carriera di Wilder esaminando tutti i suoi film in modo rapido, ma ficcante. Scorrendo in una cavalcata avvincente film dopo film risulta subito evidente e quasi sorprendente come ben di rado Wilder abbia sbagliato film e anzi come la sua percentuale in fatto di veri e propri capolavori abbia ben pochi eguali. Da un classico del noir come La fiamma del peccato a una commedia pressoché perfetta come A qualcuno piace caldo, i capolavori non si contano. Faccio solo qualche titolo tra i più imprescindibili: L’asso nella manica con un indimenticabile Kirk Douglas, L’appartamento, commedia amara come poche altre, l’irresistibile Non per soldi ma per denaro con l’accoppiata perfetta Lemmon-Matthau. Ma, come detto, i film riusciti non si contano e il tocco di Wilder è inconfondibile: se questo volume che lo celebra porterà qualcuno a vedere o rivedere i suoi film avrà compiuto senz’altro una meritoria missione. Completa il volume un breve ma puntuale saggio di Antonio Canzoniere.
1485kHz (Se otto ore) è il nuovo cortometraaggio di Michele Pastrello, autore sempre molto interessante, che con questo film torna al genere horror che aveva caratterizzato i suoi eosrdi. Il film uscirà in VOD il 1° maggio e ne scriverò più diffusamente al momento dell'uscita. Per intanto, però, questo è il link al trailer, già disponibile per la visione. E quindi, buona visione del trailer e poi, dal 1° maggio, del film.
Qui sopra un'immagine del protagonista, John Malkovich.