
2404 schede in 832 pagine: questi i numeri del Dizionario dei film horror che ho scritto. Pubblicato nel 2007 e ristampato nel 2008 dall’editore Corte del Fontego, specializzato in libri - che vi consiglio di leggere - caratterizzati da un’estrema cura editoriale. L’accoglienza del Dizionario è stata molto buona e questo mi ha sicuramente rallegrato e confortato, visto l’impegno non indifferente profuso per la sua creazione da me e dall’editore.
Mi sono sempre interessato di film horror sin da quando sono stato a sorpresa esposto a Fluido mortale che mi procurò una notevole tremarella, mai più provata da allora (avevo otto anni). Dell’epoca mi ricordo anche il fantascientifico Il pianeta dove l’inferno è verde, visto al medesimo cinema parrocchiale: vespe giganti con una improvvisa sequenza a colori che irrompeva nel bianco e nero accompagnando (mi pare) un’eruzione vulcanica. Appena ho potuto, ho cominciato a scrivere di cinema horror in un periodo in cui non molti lo ritenevano degno di una trattazione critica. Dapprima ho scritto sulle fanzine e poi sulle riviste professionali. Tra le fanzine, The Time Machine del Club Fantascienza Padova, con cui ho anche collaborato per la prima edizione di una rassegna di film horror in un cinema padovano (con grande successo di pubblico), Il Re in Giallo, per cui ho scritto - nel 1976, mi pare (non è che voglia per forza essere vago, ma ho controllato sulla fanzine e non c’è la data!) - un articolo su Gordon Hessler (che allora sembrava una nuova possibile star registica dell’horror), la prozine Kronos di Piero Giorgi pubblicata sontuosamente in stampa (allora imperava il ciclostile) per cui ho scritto un lungo articolo sugli animali nel cinema fantastico, il cui secondo capitolo è stato pubblicato su WOW, la rivista di Luigi Bona. Tra le riviste professionali come dimenticare Robot, caposaldo della fantascienza della seconda metà degli anni ‘70? Per Robot ho scritto un lungo articolo in due parti sulla carriera di Terence Fisher e uno su Brian De Palma. Poi Aliens e altre ancora. Magari di tutto questo riparleremo, gli aneddoti non mancano. Quello che mi preme di più sottolineare adesso è come il mio Dizionario dei film horror venga da lontano, da un interesse radicato e specifico, per nulla improvvisato. Sul Dizionario avremo sicuramente modo di soffermarci ancora. Per il momento, mi fa piacere segnalare un paio di belle interviste che mi sono state gentilmente richieste specificamente per il Dizionario e che sono ancora sul web.
Una è questa che mi ha fatto Paolo Spagnuolo, la prima se non mi sbaglio, su splattercontainer.com.
Un’altra è questa, a cura del sito filmhorror.com
Chi è interessato lì può trovare diverse utili notizie e informazioni nonché, com'è inevitabile, opinioni.