sabato 17 novembre 2018

Notte nuda

Notte nuda è il nuovo film del giovane regista Lorenzo Lepori di cui ho già scritto più volte in questo blog.

Paolo (Pascal Persiano) va a trovare l’amico Andrea (Henrj Bartolini) dopo un certo periodo che i due non si vedono. Andrea gli presenta la sua nuova fidanzata Milena (Yana Proshkina). I vecchi amici si aggiornano sulle loro rispettive vite e situazioni. Paolo si è separato dalla moglie, Andrea sembra aver fatto i soldi. I tre passano una serata di divertimento sfrenato a base di sesso e droga. Ma Milena fa il doppio gioco e nella notte - mentre Paolo e Andrea dormono - apre la porta a una banda di ladri. In cerca dei soldi, i banditi usano le spicce. Mentre malmenano Andrea, Milena, in un soprassalto di coscienza, interviene per difenderlo, ma il capo dei banditi, nel ricacciarla indietro, le taglia involontariamente la gola con il coltello che aveva in mano. Per cavarsela, i banditi se ne vanno di corsa lasciando il coltello e una mazza usata nel colpo in mano a Paolo e Andrea, privi di conoscenza. Al risveglio, i due si ritrovano così col cadavere di Milena e un grosso problema. Ma c’è di peggio. C’è una vampira.

Dopo Catacomba, Lorenzo Lepori cambia in parte registro con una storia che nella sua prima metà è dedicata alla presentazione dell’incontro tra due vecchi amici e al loro tentativo di rinverdire ricordi passati anche attraverso l’intervento di una ragazza giovane e disinibita. La seconda metà del film, invece, recupera i toni horror pulp tipici dei fumetti degli anni ’70 che già avevano caratterizzato Catacomba. La vampira nuda che, immersa nella quiete silvestre quale vera e propria forza della natura, compare nel prologo e nella seconda parte rimanda a quegli elementi e anche ai film di Franco e Rollin sempre di quegli anni. La transizione tra le due parti, benché annunciata nel prologo, risulta un po’ forzata e se la prima metà del film scorre via fluida e accattivante, la seconda risente a volte di qualche ripetizione e lungaggine, anche se alcuni momenti sono particolarmente riusciti a livello soprattutto visuale, tra resurrezioni e assalti selvaggi. La scelta del look mostruoso che compare nel finale desta qualche perplessità sotto il profilo della riuscita a livello di credibilità nel contesto drammatico del momento, ma è evidentemente dettata proprio dal desiderio di mantenersi aderenti a un apparato iconico fumettistico ben preciso.

La storia - di Lepori e dell’esperto Antonio Tentori - è semplice e lineare, ben raccontata. Le sorprese non sono molte, ma ci sono alcune svolte abbastanza ingegnose qua e là a tenere desto l’interesse: sotto questo aspetto, è ben riuscita anche la rivelazione finale che getta nuovi elementi a completare il ritratto psicologico del protagonista. Lepori procede nel percorso di progressivo affinamento e perfezionamento delle sue qualità registiche e mostra qui buona sicurezza soprattutto nella prima parte: il connubio tra orrore ed erotismo sembra ormai caratterizzare in modo definito la sua cifra stilistica e qualche volta la ricerca dell’eccesso pecca di troppo entusiasmo, ma più spesso il risultato è raggiunto con efficacia.

Apprezzabile anche la fotografia di Leonardo Monfardini, in particolare nell’alternanza di toni cromatici nella lunga sequenza della serata di divertimenti del trio di protagonisti e nelle riprese boschive che riescono a trarre ottime atmosfere da esterni suggestivi.

Un altro elemento a favore del film è la recitazione e la cosa non è scontata. Pascal Persiano conferma le sue qualità di interprete con una prova sicura e sfaccettata. Ma anche Henrj Bartolini, forse con qualche eccesso di entusiasmo di tanto in tanto, si dimostra all’altezza. Molto buona anche la prova di Yana Proshkina, che buca lo schermo ed è disinvolta e vivace nel tratteggiare il suo personaggio. Simona Vannelli se la cava molto bene in un ruolo che richiede soprattutto presenza e carisma.

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